Il lavoro agile fa aumentare la produttività

Lavorare con più flessibilità e libertà, con tempi e ritmi meno rigidi. Insomma, lavorare in maniera più agile. Un nuovo modo di pensare e vivere il lavoro di cui la declinazione più conosciuta è lo smart working, regolamentato per legge dal 13 giugno 2017. Questa nuova modalità di lavorare si sta affermando con sempre più successo, mentre una volta si temeva che penalizzasse la produttività e il coinvolgimento del lavoratore, poiché privo di controllo e punti di riferimento, e a rischio isolamento. Al contrario, lo smart working mostra di non incidere affatto sul rendimento, diffondendosi con maggiore convinzione tra le aziende. E le cifre lo dimostrano.

Una nuova forma di cultura aziendale

Secondo la ricerca di Top Employers Institute, l’ente certificatore globale delle eccellenze in ambito Hr, la galoppata trionfale del lavoro agile dimostra che l’81% delle aziende esaminate lo considera una nuova forma di cultura aziendale, che favorisce la collaborazione tra dipendenti e una loro valutazione efficace e continua. Un nuovo modo di vivere e considerare il lavoro che si riflette anche nella progettazione e sistemazione degli uffici: l’81% delle aziende, infatti, provvede a un restyling degli ambienti, sia fisici sia virtuali per adattarli alle nuove esigenze dei lavoratori agili. E anche la comunicazione tra manager e collaboratori si adegua. Tanto che il 70% delle aziende utilizza i social media e li considera strumenti-chiave per una comunicazione efficace e diretta.

Mobile learning, tecnologie collaborative, e retribuzione smart

Il lavoro agile è una realtà che trova uno dei suoi maggiori punti di forza nell’ambito formazione e sviluppo, dove le soluzioni smart, con l’utilizzo del mobile learning e tecnologie collaborative, sono adottate dal 70% delle aziende. Una cifra inimmaginabile pochi anni fa, se si considera che nel 2015 la percentuale era meno della metà e si fermava al 32%. Ancora più significativi sono i dati nel campo della retribuzione e benefit, dove le modalità smart si sono quasi quintuplicate in soli 4 anni. Oggi per il 57% delle aziende i dipendenti possono scegliere elementi specifici all’interno del loro piano di retribuzione e benefit, mentre nel 2015 la percentuale era ferma al 12%.

Nel 2019 in Italia sono 305.000 i lavoratori agili

“Da una parte il lavoro agile offre adattabilità, flessibilità, agilità e libertà, dall’altra richiede l’aprirsi a nuove categorie concettuali che ribaltano certezze fino a ieri inamovibili. Ecco allora la necessità di saper passare dal concetto top-down di profitto a quello di obiettivo condiviso, dalla gerarchia al networking, dal controllo al coinvolgimento”, osserva Federica Marucci, Research Project manager di Top Employers Institute Italia.

Il dato più eclatante, riporta Adnkronos, però è quello della produttività. Secondo una ricerca presentata dalla School of Management del Politecnico di Milano i 305.000 lavoratori agili in Italia del 2019 (il 60% in più rispetto al 2013) garantiscono un aumento della produttività del +15%.