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Pmi in difficoltà: cresce il peso della dimensione d’azienda

Nel 2012 in Italia le imprese con meno di 49 dipendenti producevano il 49% del fatturato totale delle aziende, mentre nel 2022 il valore scende al 42%.
Dall’altra parte, le medie imprese nel 2012 pesavano per il 20% e nel 2022 per il 22%, mentre le grandi imprese sono passate dal 32% al 37% (dati Censis/Istat).

Il modello di sviluppo italiano, basato sulla piccola impresa diffusa, è in difficoltà. Le piccole imprese, che rappresentano numericamente la grande maggioranza del nostro sistema produttivo (97,4%), e più della metà dell’occupazione privata (53,8), hanno perso peso in termini di fatturato a vantaggio delle medie e grandi aziende.
Sono alcuni dati discussi nel corso della Conferenza nazionale delle Camere di commercio ‘Verso il futuro’, nell’ambito della fiera FuturaExpo di Brescia.

L’importanza delle Camere di commercio

Questa dinamica suggerisce che il Paese si trovi all’interno di un processo di spostamento della produzione di valore dalle imprese più piccole a quelle più grandi.
In questo nuovo scenario, aumenta l’importanza del ruolo delle Camere di commercio, che hanno nella platea delle piccole imprese il proprio riferimento principale. In primo luogo, per l’innovazione.

A quanto emerge dal Rapporto del Censis ‘La dimensione comunitaria delle Camere di commercio’, l’obiettivo del Sistema camerale può essere quello di rendere l’innovazione accessibile ed efficace per le Piccole e medie imprese, permettendo loro di ottimizzare i processi e incrementare la produttività.

R&S: chi investe di più?

Tra il 2012 e il 2020 gli investimenti in Ricerca e sviluppo sono cresciuti costantemente in rapporto al Pil, sia per il totale dell’economia sia per le imprese, aumentati entrambi dello 0,2%.

Dalla pandemia in poi, tuttavia, mentre gli investimenti in R&S delle grandi imprese hanno continuato a crescere fino a superare 10 miliardi nel 2022 (+8,8% tra il 2019 e il 2022), quelli delle piccole sono scesi a 1,6 miliardi nel 2022 (-41,4% tra il 2019 e il 2022), mentre le medie imprese li hanno ridotti a 2,2 miliardi (-27,9% tra il 2019 e il 2022).

La carenza di personale e l’impatto sulla competitività

Il secondo aspetto riguarda invece il potenziale ruolo delle Camere di commercio come facilitatori nell’incontro tra domanda e offerta di lavoro.
Le analisi mostrano che mediamente la carenza di personale è stata identificata dalle imprese come uno dei fattori a più alto impatto sulla competitività.
Lo ritiene il 24% delle piccole imprese, il 26% delle medie e il 20% delle grandi. 

Rafforzare il ruolo delle Camere di Commercio nella gestione dei fondi pubblici, nella pianificazione degli investimenti e nel sostegno all’internazionalizzazione delle imprese, le renderebbe un hub strategico per la crescita dei territori, l’attrazione degli investimenti e la ‘doppia transizione’ digitale ed ecologica.