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Accessori per il filtraggio dell’aria compressa

Se non è filtrata, l’aria compressa può essere contaminata da elementi quali acqua, polvere e olio, il che è un problema noto a tutti gli operatori del settori.

Tali sostanze hanno un effetto certamente negativo sull’intero impianto e sui singoli macchinari che vengono azionati per mezzo dell’ aria compressa stessa. Il rischio che questi vadano dunque a danneggiarsi, con i relativi costi per la manutenzione ed il conseguente fermo delle macchine per tutto il tempo necessario alle operazioni di riparazione.

Inoltre a subire le conseguenze di un’aria compressa non perfettamente filtrata è anche il prodotto finale, il quale può rischiare di essere contaminato dagli elementi sopracitati e dunque vedere diminuire la qualità della produzione.

Dunque tutti i sistemi di filtrazione del sistema di aria compressa diventano fondamentali. Per questo motivo oggi esistono delle soluzioni e specifici accessori Atlas Copco che hanno il compito di proteggere l’intero impianto ed i singoli utensili che vengono alimentati per azione dell’aria compressa.

Vediamone di seguito alcuni.

I filtri di linea

I filtri di linea vanno a rimuovere elementi contaminanti quali acqua, olio e polvere proteggendo tutte le apparecchiature.

Si tratta di sistemi di filtro che sono stati appositamente progettati per garantire la migliore purezza possibile per l’aria compressa soddisfacendo tutti i più rigorosi standard di qualità.

Inoltre questi filtri hanno, fattore non di secondaria importanza, dei costi piuttosto contenuti per quel che riguarda la manutenzione, dato che il loro alloggiamento è facile così come la rimozione.

Per questo motivo in qualsiasi momento sarà possibile rimuovere e sostituire i filtri senza che sia necessario fermare le macchine per un tempo prolungato.

Scaricatori di condensa

L’aria che esce da un compressore può raggiungere anche il 100% di umidità, oltre a contenere eventualmente olio o piccole particelle solide. Questi elementi insieme vanno a formare una pasta che spesso è abrasiva e oleosa allo stesso tempo.

Senza il giusto trattamento dell’aria quindi, questa sostanza entrerà all’interno del tuo sistema di aria compressa andando a corrodere tubazioni e danneggiando gli utensili.

Da questo punto di vista è importantissimo il lavoro effettuato dagli scaricatori di condensa: per capire sommariamente come funzionano, possiamo dire che la condensa viene costretta ad entrare all’interno di una unità all’interno della quale viene lavorata (anche con del carbone attivo) che ha il compito di assorbire l’umidità. Solo a quel punto l’aria compressa viene mandata in uscita con la certezza che adesso sia assolutamente sicura e affidabile, dunque priva di umidità.

La filtrazione di processo

La filtrazione diventa indispensabile soprattutto quando si parla di alimenti, bevande e farmaci. Sia dunque che si tratti di liquidi commestibili come ad esempio acqua in bottiglia, bibite in lattina, vini o birra, sia che si tratti di liquidi non commestibili come ad esempio inchiostri, solventi o resina, esiste una soluzione di filtraggio adeguata.

Diventano preziosi a questo punto i vari sacchetti, custodie e cartucce che possono essere adoperate per la filtrazione delle materie prime così che il prodotto finale non venga in alcun modo alterato o contaminato. In questo modo si va anche ad ottimizzare la produttività dell’intero impianto proteggendo ogni processo prima ancora che i prodotti stessi.

Grazie ad accessori di questo tipo è possibile andare a filtrare l’aria compressa in maniera eccellente, offrendo prodotti sicuri e di qualità superiore al cliente finale e preservando al meglio l’integrità degli impianti.

È sempre possibile fare riferimento al catalogo dei ricambi Atlas Copco nel caso in cui sia necessario sostituire un pezzo, e dunque sia necessario acquistare dei ricambi oppure ordinare dei nuovi filtri per sostituire quelli attuali.

Come gestire il condizionatore d’aria in ogni occasione

Con l’arrivo dell’estate e dunque delle temperature più alte, il condizionatore d’aria rappresenta una delle alternative che ci consente di trovare sollievo. Uno dei consigli che va sempre bene è quello di non dirigere il getto d’aria fredda direttamente addosso alle persone a prescindere da quale sia la temperatura impostata o la velocità della ventola. Per quel che riguarda l’impostazione della temperatura, può variare in base ai diversi momenti della giornata virgola, come segue.

  • Quando torniamo in casa: quando rincasiamo e siamo accaldati è bene evitare di impostare la temperatura del condizionatore a meno di 3 gradi rispetto quella esterna. È bene procedere in questa maniera e diminuire progressivamente la temperatura nel corso delle ore così da fare in modo che il corpo abbia tutto il tempo di potersi abituare. Se invece L’aria è particolarmente umida, meglio sfruttare la funzione deumidificatore per togliere umidità all’aria.
  • Se siamo già in casa: se invece ci troviamo già in casa e desideriamo stare al fresco, va bene avviare il condizionatore e impostare una temperatura che non sia più bassa di 6°/7° rispetto quella esterna. Ciò consente di ottenere il massimo anche per quel che riguarda la resa energetica e mantenere una piacevole temperatura dentro casa. Bisogna anche regolare la velocità della ventola in base alle dimensioni dell’ambiente e al numero di persone presenti nella stanza.
  • Se in casa si suda: nel caso in cui ci troviamo già in casa e nonostante il condizionatore acceso continuiamo a sudare, ciò avviene probabilmente perché l’aria è particolarmente umida. Per questo motivo facciamo bene a sfruttare la funzione deumidificatore e togliere umidità all’aria per avvertire da subito una migliore sensazione di freschezza.
  • Se accendiamo il condizionatore la notte: se avvertiamo invece il caldo la notte quando siamo a letto facciamo bene a non impostare una temperatura che sia inferiore più di 2° nei confronti di quella esterna e impostando la velocità della ventola al minimo, considerando che di notte il corpo ha bisogno di una temperatura più alta rispetto il giorno quando siamo in attività.  I condizionatori Mitsubishi hanno anche una interessante funzione che consente loro di regolare automaticamente la temperatura e il livello di umidità mentre dormi.

Seguendo questi semplici consigli ti sarà possibile gestire al meglio il tuo condizionatore in ogni occasione e avere sempre il massimo del comfort in casa riducendo al minimo anche i consumi.

Parliamo di giochi gonfiabili

Bll Park è una azienda che da oltre 20 anni realizza splendidi giochi gonfiabili per bambini di ogni tipo, dimensione e forma per rendere qualsiasi area ludica un posto decisamente più bello, colorato ma soprattutto amato dai più piccoli. La precisione e la meticolosità impiegata durante ogni singola fase di produzione quotidianamente, garantisce sempre un prodotto finale di grande qualità e affidabilità. Ogni aspetto è curato nei minimi dettagli così da garantire l’assoluta sicurezza ed incolumità dei bambini, che saranno liberi di ruzzolare, correre, saltare e cadere all’interno delle attrezzature da gioco senza correre alcun tipo di rischio per la propria incolumità. Le soluzioni Bll Park sono ideali per allestire con gusto e colore un parco giochi, una play area, uno spazio condominiale o anche il giardino di casa. Esistono giochi gonfiabili adatti ad ogni tipologia di ubicazione, i consulenti saranno lieti di indicarti la soluzione più adatta a soddisfare le tue esigenze tenendo conto degli spazi a disposizione. Se preferisci, potrai direttamente inviare la piantina dello spazio in cui intendi far installare le attrezzature da gioco, penseranno direttamente i consulenti Bll Park a realizzare il progetto più adatto per te ed effettueranno un sopralluogo per definire il tutto. Terminata la fase di progettazione avrà luogo quella di produzione: le attrezzature da gioco che hai prescelto saranno realizzate appositamente per te e, una volta pronte, saranno messe in opera direttamente dai tecnici Bll Park. La tua play area ti sarà quindi consegnata pronta all’uso per la gioia dei piccoli fruitori, che potranno da subito iniziare ad esplorare e vivere i loro nuovi e bellissimi spazi da gioco. E’ possibile contattare Bll Park tramite l’indirizzo mail info@bllpark.com o chiamando direttamente il numero +390392497489. La sede si trova in Via Friuli, 2/B 20853 Biassono (MB).

Pedrazzini Arreda | Rinnova la tua Cucina

Pedrazzini Arreda da oltre 60 anni si occupa della commercializzazione di cucine a Milano, ed è da sempre sinonimo di qualità e affidabilità. Acquistare una cucina da Pedrazzini Arreda significa avere a disposizione un team di professionisti del settore pronti a risolvere ogni tipo di dubbio o difficoltà, fornendo soluzioni creative e funzionali nell’ottica di risolvere ogni tipo di necessità individuale. Un team di designer e progettisti seguirà infatti il cliente sin dalle fasi di ideazione e progettazione della nuova cucina, fornendo un aiuto concreto anche per quel che riguarda il rilievo delle misure che per quanto concerne la scelta degli arredi giusti.

Se richiesto, sarà cura della stessa Pedrazzini Arreda smaltire la vecchia cucina, secondo le modalità di conferimento previste dalla normativa vigente dei comuni di appartenenza. Un team di falegnami e installatori qualificati si occuperà poi di installare e mettere a punto la vostra nuova cucina, che sarà consegnata pronta all’utilizzo e completa in ogni dettaglio e particolare, anche il più piccolo, inclusi tutti gli allacciamenti idrici ed elettrici. Un servizio di assoluta qualità per chi è alla ricerca di veneta cucine Milano o cucine Arredo 3.  Pedrazzini Arreda è infatti  esclusivista di zona di questi pregiati brand ed offre quotidianamente ai propri clienti tutta la professionalità e l’esperienza acquisita negli anni nel settore, il che ha consentito nel tempo di raggiungere standard di qualità davvero elevati.

Il cliente avrà infine la possibilità di usufruire dei servizi post vendita a vita e di estendere di ulteriori 2 anni la garanzia di legge. È davvero arrivato il momento di sostituire la tua vecchia cucina, e Pedrazzini Arreda è il partner migliore che tu possa scegliere, una azienda che ti garantisce qualità dei prodotti e del servizio, competenza e grande affidabilità. Per informazioni e richieste di ogni tipo puoi contattare il recapito telefonico 0298491249 o recarti direttamente presso lo showroom sito in Via Leone Tolstoi 81 a San Giuliano Milanese , Milano.

Mamma e papà, i ragazzi italiani li vogliono così

Pazienti, presenti, ricchi di valori ma anche attenti al look, capaci di condividere tempo libero e viaggi, e perchè no pure sportivi e giocosi: i ragazzi italiani disegnano così i genitori italiani ideali. A fotografare l’identikit della famiglia italiana perfetta è l’Osservatorio delle Famiglie Contemporanee di PRG Retail Group realizzato in collaborazione con BVA Doxa. L’indagine condotta su un campione di 1537 individui, di cui 699 genitori equamente distribuiti tra mamme e papà e rappresentativi della popolazione italiana con figli tra 0-14 anni, rivela i tratti del genitore ideale, partendo dal punto di vista dei ragazzi e confrontandolo con quello dei genitori.

Il genitore perfetto

Se il genitore perfetto probabilmente non esiste, nell’immaginario di bambini e ragazzi esiste però il genitore ideale. Ma come dovrebbe essere? In base alle risposte ottenute dagli intervistati, il 55% dei ragazzi tra 8-14 anni intervistati dichiara che pazienza/tolleranza sono in assoluto i tratti principali che il genitore ideale dovrebbe avere. Seguono positività/senso dell’umorismo (48%), generosità (26%), coraggio e gentilezza (entrambi per il 25%). Anche per i genitori pazienza/tolleranza sono caratteristiche imprescindibili per il genitore ideale (49%) così come positività e senso dell’umorismo (41%). Le successive qualità non collimano però con quelle indicate dai ragazzi. Sono educazione/buone maniere (32%), fiducia in se stesso e determinazione (31%). Anche il look però riveste un ruolo importante: il genitore ideale deve essere attento alla moda (88% dei ragazzi intervistati). Deve vestire in modo casual (mamma 34% e papà 37%) e soprattutto la mamma deve seguire i trend della moda (30%). Oltre al look, il linguaggio gioca un ruolo rilevante per il 72% dei ragazzi. Deve essere moderno, vicino a quello dei più giovani (44%) ma senza l’utilizzo delle parolacce.

Il verdetto? “Quasi ideali”

Per più di 3 ragazzi su 5 i loro genitori si avvicinano al loro ideale. Più vicina la mamma (63%) rispetto al papà (58%). I genitori, invece, sono più critici verso loro stessi. Solo il 46% si ritiene vicino all’immagine che ha descritto. Vorrebbero che i loro figli li descrivessero come positivi/con senso dell’umorismo (49%), onesti (39%) e determinati, sottovalutando un po’ l’aspetto della pazienza che per i ragazzi è imprescindibile. Nel descrivere i loro genitori emergono due macro, riconducibili al genere. La mamma è paziente/tollerante (43%) e poi generosa (36%), onesta (33%), positiva/con senso dell’umorismo (32%). Il papà è divertente/ positivo/senso dell’umorismo (42%), ha fiducia in sé/determinato (33%), paziente (31%), coraggioso (30%).

Saldi estivi: a luglio il bilancio non è roseo

Secondo le stime dell’Ufficio Studi di Confcommercio, quest’anno per l’acquisto di capi scontati ogni famiglia spenderà in media 202 euro, pari a 88 euro pro capite, per un valore complessivo di 3,1 miliardi di euro. Il primo luglio è tornato l’appuntamento con i saldi estivi, ma quest’anno le previsioni oscillano tra l’ottimismo legato al ritorno della piena libertà di circolazione e del turismo nazionale e internazionale e le preoccupazioni per la crisi dei prezzi energetici e il peso dell’inflazione.
E archiviato il mese di luglio, è tempo di un primo bilancio per l’andamento dei saldi estivi. Bilancio che non è roseo, visto che Federazione Moda Italia-Confcommercio registra -10% a livello nazionale rispetto allo scorso anno, con il 54% degli operatori che registrato un calo, il 33% che parla di stabilità e solo il 13% registra un segno più.

“Sul mercato interno la perdita media è a doppia cifra”

“Dai dati si comprende come sia importante il connubio tra moda e turismo. I risultati migliori sono quelli che arrivano dallo shopping tourism, mentre sul mercato interno la perdita media è a doppia cifra – commenta il presidente Giulio Felloni -. Da questi dati si comprende quanto mai sia necessario e urgente concretizzare quanto abbiamo chiesto, in perfetta sintonia con Confcommercio: la riduzione del cuneo fiscale e dei costi energetici. Sarebbe oltremodo determinante l’intervento del governo sui temi avanzati al Tavolo della Moda sulla riduzione dell’Iva per abbigliamento, calzature, pelletteria, accessori, tessile casa ed articoli sportivi, uno degli elementi essenziali per il rilancio dei consumi prima che sia veramente troppo tardi”.

Il corretto acquisto degli articoli in saldo

Per il corretto acquisto degli articoli in saldo, Federazione Moda Italia e Confcommercio ricordano alcuni principi base sui saldi. Ad esempio, la possibilità di cambiare il capo dopo l’acquisto è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme. In questo caso scatta l’obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo, e nel caso risulti impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato. Il compratore è però tenuto a denunciare il vizio del capo entro due mesi dalla data della scoperta del difetto.

Prova dei capi, pagamenti, indicazione del prezzo e modifiche sartoriali

La prova dei capi è invece rimessa alla discrezionalità del negoziante, e quanto ai pagamenti, le carte di credito devono essere sempre accettate da parte del negoziante. Per l’indicazione del prezzo, è obbligo del negoziante indicare il prezzo normale di vendita, lo sconto e il prezzo finale. I capi che vengono proposti in saldo devono poi avere carattere stagionale o di moda, ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo. Ma modifiche o adattamenti sartoriali sono a carico del cliente, salvo diversa pattuizione.

Smartphone: come lo usano Millennials e GenZ in vacanza

Nelle giornate estive, 13 milioni di giovani utilizzano lo smartphone ogni giorno per mandare messaggi, e 9 milioni per inviare vocali, principalmente su Whatsapp (95%), Instagram (71,1%), Facebook (55,7%) e Telegram (40,5%). Facebook si conferma un social popolato principalmente da over 30 mentre Instagram è meno influenzato dall’età, e la popolarità di TikTok è tre volte maggiore tra gli under 20 rispetto ai trentenni. Secondo la ricerca commissionata da Motorola, ripresa da Ansa, durante le vacanze lo smartphone si conferma uno strumento fondamentale per Millennials e GenZ. Non solo per gestire le attività, ma soprattutto per comunicare, produrre contenuti da condividere e gestire le relazioni sociali.

News, app di mappe, pagamenti online, e recensioni

Anche durante l’estate, attraverso il telefono ci si tiene informati e si leggono news, principalmente su Instagram (60,6%). Al secondo posto, per i Millennials c’è Facebook (54,9%), mentre i GenZ si affidano anche ai magazine online (28,7%). In vacanza lo smartphone diventa poi ancora più importante per orientarsi utilizzando app di mappe (67,4%), e guardare video su piattaforme streaming (55,4%), soprattutto i più giovani (58,2%). Sempre più diffuso inoltre l’utilizzo del telefono per i pagamenti online (51,2%, 21-30enni 57,6%), utilizzando funzionalità specifiche di registrazione e condivisione di spese di gruppo (32,4%). Il gaming rimane un’abitudine di intrattenimento per un terzo degli intervistati, mentre i Millennials sono i più attivi nel prenotare e recensire ristoranti, hotel e luoghi visitati (44,8%). Non sfuggono alle video call il 30,3%, anche nei periodi out-of-office.

Ogni giorno, decine di milioni di fotografie e selfie

GenZ e Millennials producono decine di milioni di fotografie e diversi milioni di selfie ogni giorno. Scattare foto è la terza attività quotidiana dopo l’utilizzo di chat (33,6%), e le foto sono il contenuto più condiviso (78%), seguite dai video (56%). A sorpresa le stories, prodotte ogni giorno dal 29,8%, pareggiano il numero di selfie (32,7%), il 31,7% crea Reels e il 15,5% video divertenti da diffondere su TikTok. I Millennials hanno più dimestichezza con i reel (46,2%), mentre fa i 21-30enni prevalgono le IG story (57,3%).
La condivisione però è un’esigenza che accomuna i target, con una propensione della GenZ a utilizzare la chat per inviare foto (48,9%), video (43,6%), e postare selfie sui social (53%).

Editare e modificare i contenuti

Immagini e video vengono spesso riadattati prima di condividerli. La GenZ ricorre maggiormente ai filtri per migliorare foto (32%) e selfie (31,6%), ed è più portata a editare/ritagliare video (19,9%). Andando avanti con l’età ci si dedica maggiormente a veri e propri interventi di ritaglio/montaggio (27,4%), a maggior ragione quando si vuole postare un reel. Nel caso dei post su TikTok, al 32,7% dei più giovani, che edita e modifica i contenuti, si affiancano i late Millennials (31-40 anni), che nel 40,7% dei casi modifica i propri video e nel 33,9% li monta/ritaglia. Quando si tratta di riadattare contenuti foto/video le giovani sono più a loro agio rispetto ai coetanei maschi, che si divertono a modificare video più per diletto che per necessità di condivisione.

Milano, Monza Brianza e Lodi: prove di ripartenza per il mercato del lavoro

La Lombardia è da sempre la “locomotiva” d’Italia per quanto riguarda la produttività e di conseguenza anche il trend dell’occupazione è migliore che nel resto del Paese. La Camera di Commercio di Milano, Monza Brianza e Lodi ha analizzato l’andamento del mercato del lavoro nel 2021 nel territorio in esame, e i dati sono incoraggianti.  

Ripresa dopo la frenata del Covid

Nel 2021 il mercato del lavoro ha provato a ripartire: nella provincia di Milano l’occupazione ha fatto segnare una ripresa (+0,5%; +7mila unità circa) dopo la brusca frenata determinata dal Covid, che aveva interrotto una lunga serie di risultati positivi. Nonostante questa risalita, dovuta tra l’altro esclusivamente alla componente maschile, si è ancora lontani dal recuperare i posti perduti nel 2020. Oggi complessivamente sono 1,452 milioni gli occupati nel capoluogo meneghino; il tasso di occupazione è del 67,9%, superiore di oltre dieci punti rispetto a quello nazionale. Stessa tendenza al rialzo nella provincia di Monza Brianza (+0,5% la variazione degli occupati su base annua; +1.832 in valore assoluto), risultato che, anche in questo caso, non consente di rimarginare le perdite prodotte dall’emergenza sanitaria. Per effetto di questo incremento, il totale degli occupati raggiunge la cifra di 382mila, che rappresenta il 9% del totale lombardo. Il tasso di occupazione è del 67,7%, molto vicino a quello meneghino e ugualmente migliore del nazionale di quasi dieci punti. La provincia di Lodi si distingue per l’andamento più vivace dell’occupazione: +4% la variazione su base annua, pari a +3.878 unità. Un risultato a cui ha contribuito maggiormente la componente maschile, sebbene siano cresciute anche le occupate. Questo trend espansivo ha portato il numero complessivo dei lavoratori lodigiani a sfiorare la cifra di 102mila unità, il tetto più elevato degli ultimi quattro anni; il tasso di occupazione raggiunge quota 68%, anche in questo caso il più favorevole dei tre territori. 

Disoccupazione, andamento diverso a seconda dei territori 

Relativamente alla disoccupazione, l’anno si è caratterizzato per andamenti differenziati nelle tre province: Milano e Monza Brianza hanno registrato un aumento delle persone in cerca di occupazione (rispettivamente +10% e +32,9%), mentre Lodi è stata interessata da una flessione (-11,8% su base annua, pari a -753 unità). Il tasso di disoccupazione è del 6,5% a Milano, aumentato di mezzo punto su base annua; simile quello brianzolo (6,6%; +1,5 punti rispetto al 2020), mentre risulta in diminuzione di un punto quello del Lodigiano: 5,3%. I tassi di disoccupazione giovanile della fascia d’età 15-34 anni si attestano a Milano al 12,8%, per Monza Brianza al 15%, Lodi 12,6%: tutti migliori di quello nazionale (17,9%).

Per gli italiani la prossima auto sarà ibrida

Secondo l’inchiesta Doxa, dal titolo Noleggio ed elettrificazione nella mobilità del futuro, realizzata per AMINA (Associazione Mediatori Italiani Noleggio Auto), per il 41,3% degli italiani la prossima auto sarà un’ibrida, per il 29,3% un’auto elettrica e per il 23,3% una a motorizzazione tradizionale.
Il 6,1% degli italiani ha invece in programma di passare all’uso di servizi di mobilità in sostituzione dell’auto in proprietà. Se si considerano le modalità di acquisizione della prossima auto la proprietà resta quindi quella preferita (65,9%), ma il noleggio a lungo termine guadagna quote di mercato anche tra gli utenti privati, attestandosi al 28%.

Nuove tecnologie e livello di conoscenza
L’inchiesta offre anche una panoramica riguardo al livello di conoscenza dichiarato dagli intervistati in merito alle nuove tecnologie disponibili nel settore automobilistico. Per quanto riguarda il full hybrid, il livello di conoscenza dichiarato ottiene una valutazione pari a 6,2 (in una scala da un minimo di 1 a un massimo di 10) e quindi appena sopra la sufficienza. Sotto la sufficienza si pone invece il livello di conoscenza del Mild Hybrid (5,2), mentre la tecnologia Plug-In Hybrid ottiene una valutazione pari a 5,5. Si torna sopra la sufficienza con la trazione elettrica, il cui livello di conoscenza è stato valutato con un punteggio pari a 6,2. Molto più bassa la conoscenza della trazione a idrogeno (4,7).

Quanti anni sono necessari per completare il passaggio alla mobilità elettrica?
Quanto al numero di anni necessari per completare il passaggio alla mobilità elettrica, il 40% degli italiani pensa che ci vorranno da cinque a dieci anni, mentre per il 25% ci vorranno da dieci a venti anni. I più ottimisti hanno indicato due anni (5%), e coloro che hanno indicato un periodo di tempo tra due e cinque anni sono il 19%. Ma ci sono anche coloro che hanno espresso una visione pessimistica dei tempi necessari: il 7% ha dichiarato che saranno necessari più di venti anni, mentre per il 4% questo passaggio non si completerà mai.

Il servizio di noleggio a lungo termine
Per quanto riguarda la valutazione espressa sulla conoscenza del servizio di noleggio a lungo termine, il 74% ha fornito una valutazione positiva, suddivisa tra sufficiente (36%), buona (32%), ottima (6%).
Di contro, il 26% ha fornito una valutazione negativa, suddivisa tra una conoscenza mediocre (20%) e nulla (6%). Grazie ai dati elaborati nell’inchiesta è stato possibile anche realizzare un identikit di chi conosce meglio il noleggio a lungo termine: uomo, tra 35 e 44 anni, con un alto livello di istruzione e proveniente da Sud e Isole. Lo stesso identikit corrisponde al profilo del maggiore interessato al passaggio ai servizi di mobilità in sostituzione dell’auto in proprietà.

Tecniche e tattiche degli principali gruppi di ransomware

Conti/Ryuk, Pysa, Clop (TA505), Hive, Lockbit2.0, RagnarLocker, BlackByte e BlackCat sono i gruppi di ransomware più prolifici. Si tratta di gruppi attivi tra marzo 2021 e marzo 2022 in Stati Uniti, Gran Bretagna e Germania, dove hanno preso di mira oltre 500 organizzazioni in settori quali la produzione, lo sviluppo di software e le piccole imprese. Il team di Threat Intelligence di Kaspersky ha condotto un’analisi sulle tattiche, le tecniche e le procedure (TTP) più comuni utilizzate durante gli attacchi degli 8 gruppi. La ricerca ha rivelato che gruppi diversi condividono più della metà della catena di cyber-kill, ed eseguono le fasi principali di un attacco in modo identico.
Questo studio sul ransomware moderno serve a capire come operano i gruppi di ransomware e come difendersi dai loro attacchi.

La catena di cyber-kill

La ricerca ha analizzato il modo in cui i gruppi di ransomware impiegano le tecniche e le tattiche descritte in MITRE ATT&CK, e ha riscontrato molte somiglianze tra le loro TTP lungo tutta la catena di cyber-kill. Le modalità di attacco dei gruppi si sono rivelate piuttosto prevedibili: gli attacchi ransomware seguono uno schema che comprende la rete aziendale o il computer della vittima, la distribuzione del malware, le nuove scoperte, l’accesso alle credenziali, l’eliminazione delle copie shadow, la rimozione dei backup e il raggiungimento degli obiettivi.

È possibile rilevare le tecniche, molto più difficile prevenirle 

I ricercatori spiegano anche da dove deriva la somiglianza tra gli attacchi. Ad esempio, emerge un fenomeno chiamato Ransomware-as-a-Service (RaaS), secondo il quale gruppi di ransomware non distribuiscono il malware da soli, ma forniscono solo i servizi di crittografia dei dati. Dal momento che chi distribuisce i file dannosi vuole anche semplificarsi la vita, vengono utilizzati metodi di consegna dei modelli o strumenti di automazione per ottenere l’accesso. Inoltre, il riutilizzo di strumenti vecchi e simili rende la vita più facile agli attaccanti, riducendo il tempo necessario per preparare un attacco, mentre il riutilizzo di TTP comuni facilita l‘hacking. L’installazione lenta di aggiornamenti e patch da parte delle vittime le rende poi più vulnerabili. Sebbene sia possibile rilevare tali tecniche, è molto più difficile farlo in modo preventivo. 

Come vincere la gara tra ‘attaccanti’ e ‘difensori’?

La sistematizzazione dei vari TTP utilizzati dagli attaccanti ha portato alla formazione di un insieme generale di regole SIGMA in conformità con MITRE ATT&CK, che aiuta a prevenire tali attacchi.
“Negli ultimi anni il ransomware è diventato un incubo per l’intero settore della cybersecurity, con continui sviluppi e miglioramenti da parte degli operatori del ransomware – commenta Nikita Nazarov, Team Lead Threat Intelligence Group di Kaspersky -. Per gli specialisti di cybersicurezza è lungo e spesso impegnativo studiare ogni singolo gruppo di ransomware e seguirne le attività e gli sviluppi, per cercare di vincere la gara tra attaccanti e difensori”.
Lo scopo della ricerca è quindi quello di fungere da guida per i professionisti della cybersecurity per facilitare il loro lavoro.

Paradosso lavoro: boom di assunzioni, ma non si trova personale

Nei prossimi 6 mesi l’83% delle aziende venete vorrebbe assumere personale, ma l’88% non riesce a trovarlo. Solo l’8% non vuole ampliare l’organico, contro il 18% del 2021. È il paradosso nel mondo del lavoro emerso dalla Survey 2022: Indagine sui fabbisogni professionali delle imprese, condotta da Fòrema, ente di formazione di Assindustria VenetoCentro, su un campione di 208 tra HR manager, imprenditori, responsabili di funzione.
“Si confermano le previsioni di crescita dei sistemi industriali del Veneto – spiega Enrico del Sole, presidente di Fòrema – . La richiesta, crescente e insoddisfatta, di professionalità, rischia tuttavia di mettere in discussione uno dei fattori competitivi su cui si basa la value proposition delle nostre aziende”.

Profili al top per il 2022: dal progettista tecnico all’addetto alla logistica

Le percentuali di assunzioni crescono soprattutto per i settori metalmeccanico (85%) e dei servizi tecnologici (89%), e il 79% delle imprese si dichiara disponibile all’utilizzo degli strumenti più tradizionali. Il contratto a tempo indeterminato è proposto nel 40% dei casi, seguito dal contratto a tempo determinato (22%) e l’apprendistato (17%). Diminuisce il peso dei contratti di somministrazione, ovvero le assunzioni tramite agenzia interinale (6%, contro il 10% del 2021).
I profili al top per il 2022 sono il progettista tecnico (29%), l’addetto alla logistica (15%) e l’addetto amministrativo contabile (10%). La priorità va ai profili di addetti alla produzione di livello manageriale, in grado di governare processi e gruppi di lavoro (11%), i tecnici informatici e i programmatori (9%, contro il 4% dello scorso anno).

Perché le aziende hanno bisogno di assumere? 

Un quarto degli intervistati (26%) collega le assunzioni al normale turnover e ai pensionamenti, mentre circa la metà (48%) all’aumento delle commesse e della mole di attività da fare. Il 26% degli inserimenti è originato da un vero processo di trasformazione organizzativa, che ha avviato nuovi processi da presidiare (13%) o ha creato la necessità di nuovi ruoli prima non contemplati (13%).
Il tirocinio è il metodo preferito per facilitare l’inserimento delle nuove risorse (59%), seguito dai corsi di formazione brevi o lunghi (25%). L’88% del panel dichiara tuttavia che sta riscontrando difficoltà nel reclutare il personale (contro il 69% del 2021).

Mancano le figure disponibili

Le grandi imprese appaiono ancora più in difficoltà delle Pmi. Soprattutto per il reclutamento di figure operative da inserire in produzione (56%), in forte aumento rispetto al 45% del 2021. Il 57% degli intervistati dichiara di non riuscire a ingaggiare nuovo personale necessario per mancanza di figure disponibili, perché sono già in forza presso altre aziende, o perché il sistema dell’istruzione e della formazione non riesce a coprire la domanda (44% nel 2021). A questo dato si aggiunge un ulteriore 19% che segnala come causa principale un disallineamento tra le competenze presenti sul mercato e quelle necessarie per operare efficacemente nel proprio contesto organizzativo. Nel 17% dei casi, si segnala in via esclusiva o accessoria il tema della scarsa attrattività del ruolo offerto, delle mansioni richieste o dell’azienda nel suo complesso.

Boom dell’export per il settore arredo design lombardo

Balzo dell’export per il settore arredo-design tricolore: i dati emergono in occasione del Salone del Mobile che si svolge nel capoluogo lombardo. Tra Milano Monza Brianza e Lodi le imprese attive nei settori dell’arredo – design sono più di 6.800, di cui 2.175 specializzate nella fabbricazione di mobili, 1.202 nella filiera del legno e 2.580 nel design. A queste si aggiungono 919 attività del commercio al dettaglio di mobili e complementi. I numeri della filiera, elaborati dall’Ufficio Studi della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi, se da un lato evidenziano una fisiologica variazione in negativo delle imprese sul territorio, dall’altro riflettono anche una spinta alla ripresa sostenuta dal design e dalla crescita delle esportazioni

Milano è la capitale del design

Tra Milano Monza Brianza e Lodi la filiera dell’arredo design comprende più di 6.800 imprese attive e conta, in termini di posti di lavoro, poco meno di 38.000 addetti, che valgono circa il 2% del totale delle attività economiche e l’1,5% dell’occupazione. Tra i settori, le attività di design specializzate contano 2.580 imprese attive, seguite dalla fabbricazione di mobili con 2.175 imprese attive nei tre territori e dall’industria del legno (1.202). A queste si aggiungono 919 attività del commercio al dettaglio di mobili e complementi. Questa la fotografia scattata al 31 marzo 2022 dall’Ufficio Studi della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi su dati Registro Imprese. Rispetto al medesimo periodo dello scorso anno, si registra una variazione nel numero delle imprese attive del -0,9%. Questo dato non pregiudica tuttavia il trend in crescita per l’occupazione nel settore: rispetto al 2021, si registra una variazione in positivo per gli addetti del comparto pari a +4,2%. A livello nazionale, Milano si conferma la capitale del design (con 2.161imprese), primato per Monza e Brianza nella produzione di mobili (1.357 imprese). 

L’export vale 7 miliardi di euro

Complessivamente nel 2021 l’export del settore arredo design per i territori di Milano Monza Brianza Lodi vale circa 1,7 miliardi di euro, di cui il 90% ha origine dalla fabbricazione di mobili e il restante 10% dall’industria del legno. Si tratta di poco meno della metà del totale delle esportazioni lombarde di questi prodotti. Rispetto al 2020, l’export fa registrare +27%. Stati Uniti, Francia, Cina, Svizzera e Germania sono i primi Paesi di destinazione. È quanto emerge dall’elaborazione dell’Ufficio Studi della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi su dati Istat. “Il 60esimo Salone del Mobile è un’attesa iniezione di fiducia per Milano e il Paese. – ha dichiarato Carlo Sangalli Presidente della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi – È la dimostrazione che il nostro sistema economico si è rimesso pienamente in moto ed è capace di generare innovazione e crescita, come conferma il balzo in avanti dell’export del settore moda-design. Ma il Salone del mobile significa anche il ritorno dei grandi eventi che hanno rafforzato l’immagine di Milano nel mondo e che costituiscono il motore principale della sua attrattività”.

Innovazione, il valore più apprezzato per le società quotate

E’ in primis l’innovazione il valore più importante per le società quotate. A dirlo è lo studio”Values Most Valued”, pubblicata da /amo, il network internazionale di Havas Group specializzato in corporate reputation, che ha esaminato le relazioni annuali e i siti web di 455 società quotate in 19 mercati, Italia compresa. Ma non mancano altre sorprese: se secondo le 35 quotate italiane l’Innovazione è in assoluto il valore più apprezzato, in crescita rispetto al secondo posto dello scorso anno, e in linea con il trend globale, altrettanto centrali risultano la sostenibilità e l’attenzione per le persone e le comunità. Una responsabilità sentita che si traduce concretamente in una cresciuta attenzione verso la sostenibilità in generale, la diversity, il sociale e la trasparenza a livello di governance. Valori che si confermano anche rispetto all’analisi effettuata nel 2021, ma che nel 2022 vedono al primo posto il focus sull’innovazione.

La creatività e l’innovazione sono ai primi posti

Di fronte a una serie scoraggiante di nuove sfide – tra cui le pandemie, le questioni/problematiche legate alla filiera di approvvigionamento, l’inflazione, la guerra e il cambiamento climatico – le aziende appaiono desiderose di essere percepite come pensatori creativi. L’innovazione (e le sue varianti) è stato il singolo valore più citato nel sondaggio, in crescita rispetto al secondo posto dello scorso anno, rivendicato dal 33% delle aziende (contro il 29% del 2021). Come categoria, i valori relativi alla creatività hanno ricevuto un riconoscimento particolarmente elevato negli Stati Uniti, in Cina e in numerosi Paesi europei, mentre sono stati citati abbastanza di rado in Austria, Paesi Bassi, Indonesia e Malesia. Ma anche le relazioni con gli stakeholder sono sempre più importanti. Nell’ultimo anno si è assistito a un netto spostamento verso manifestazioni di rispetto e responsabilità nei confronti dei principali stakeholder, in particolare i dipendenti (+27%) e i clienti (+32%). Più in generale, la preoccupazione per l’ambiente è aumentata notevolmente (+37%). Tuttavia, in questo schema generale si sono registrate alcune ampie e disparate variazioni geografiche. Ad esempio, il numero di aziende cinesi che citano un ampio senso di responsabilità sociale nei confronti delle persone e delle comunità è aumentato sensibilmente nel corso dell’anno. Anche nel Regno Unito si è registrato un forte aumento del numero di aziende che evocano questi ampi valori sociali. Negli Stati Uniti, tuttavia, si è registrato un netto spostamento dal generico verso un più chiaro focus su specifici stakeholder, in particolare dipendenti e partner.

L’integrità rimane un valore 

Anche l’integrità si conferma un valore molto diffuso, menzionato (in varie forme) dal 32% delle aziende come valore aziendale, in linea con lo scorso anno. Tuttavia, la gamma di valori classificati all’interno della più ampia categoria dell’etica è leggermente slitatta: quest’anno è stata citata solo dal 43% delle aziende intervistate, in calo rispetto al 46% dell’anno precedente. Questa categoria è stata ancora una volta la più popolare negli Stati Uniti, nel Regno Unito, nell’Europa meridionale e in Cina. Tuttavia, in quattro mercati europei – Germania, Svizzera, Austria e Paesi Bassi – relativamente poche aziende hanno indicato l’etica come valore, forse partendo dal presupposto che l’onestà e l’integrità sono prerequisiti non negoziabili. 

Legno-arredo, oltre 49 miliardi di fatturato nel 2021

La ripresa del settore legno arredo avviata già negli ultimi mesi del 2020 viene confermata dai consuntivi 2021 elaborati dal centro studi FederlegnoArredo. Il fatturato alla produzione dell’intero settore, pari a 49,3 miliardi di euro, è aumentato complessivamente in valore del 25,5% sul 2020, confermando la doppia cifra anche sul 2019, con un +14%, pari a circa 6 miliardi in più di fatturato, e un saldo commerciale di 8,2 miliardi. A determinare il dato complessivo è l’andamento delle esportazioni, che rappresentano il 37% del fatturato totale, per un valore pari a oltre 18 miliardi di euro (+20,6% sul 2020 e +7,3% sul 2019). Ma soprattutto la dinamicità del mercato italiano, che ha sfiorato i 31 miliardi di euro (+28,7% sul 2020), spinto indubbiamente dai bonus edilizi messi in campo dal Governo.

Il 2021 consolida la ripresa 

Il 2021 ha rappresentato, pur tra notevoli difficoltà, un anno importante nel consolidamento della ripresa del settore. E per l’Italia questo ha significato anche una rinvigorita dinamica delle esportazioni.  Considerando la situazione attuale diventa però difficile azzardare previsioni per il 2022.
“Il rischio concreto è che una brusca frenata nei consumi e il clima di incertezza e preoccupazione dovuto alla guerra in Ucraina, vanifichi il recupero del 2021 – sottolinea FederlegnoArredo -. Ciononostante, l’impegno delle imprese è sempre rivolto alla ricerca di prodotti e materiali innovativi, nuovi mercati, e un nuovo sviluppo del settore che ha nella sostenibilità un elemento imprescindibile per la competitività”.

La crisi in Ucraina peggiora lo scenario

“Purtroppo – spiega Claudio Feltrin, presidente di FederlegnoArredo – la crisi in Ucraina ha peggiorato lo scenario, portando a ulteriori aumenti delle materie prime e a una grave carenza di legno, che proviene in gran parte proprio dai territori interessati direttamente o indirettamente dal conflitto, per un valore complessivo che supera i 200 milioni di euro all’anno. Basti pensare che con l’ultimo pacchetto di sanzioni europee verso la Russia è vietato acquistare, importare o trasferire nell’Unione, direttamente o indirettamente, se sono originari della Russia o sono esportati dalla Russia, legno, carbone di legna e lavori di legno di qualsiasi specie legnosa”.

Il momento opportuno per diventare più autonomi

“Siamo pertanto convinti che questo sia il momento opportuno, e non più rimandabile, per diventare più autonomi mettendo da subito in atto le azioni necessarie per il raggiungimento degli obiettivi previsti dalla Strategia forestale nazionale, basata su una gestione rispettosa dell’ambiente, sullo sviluppo della filiera italiana del bosco e delle nostre segherie – rimarca Feltrin, come riferisce Italpress-. I dati dell’export confermano che l’Europa è ancora il bacino più importante per il legno-arredo e dobbiamo difendere assolutamente questo primato, cercando di consolidarci sempre di più anche negli Stati Uniti, e tenendo d’occhio il colosso cinese, che ha registrato un +9,4% sul 2019, ma che può contemporaneamente diventare un temibile competitor in grado di acquistare materia prima a prezzi per noi improponibili”.