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Categoria: Blog

Beauty e longevity: la routine diventa tech e guarda lontano

Secondo il Beauty Report di Klarna la domanda di beauty tech avanzata è in forte crescita su tutto il territorio nazionale.
Anno su anno si evidenziano crescite significative, trainate principalmente dagli strumenti per capelli, (spazzola lisciante +272%, specchio trucco con luci +166%, strumento onde capelli +109%, asciugacapelli ionico +106%).

Millennials e GenZ stanno trasformando la cura di sé in un investimento strutturato, puntando su dispositivi ad alte prestazioni e strumenti ispirati ai trattamenti professionali da integrare stabilmente nella quotidianità.
Ma non si tratta più soltanto di migliorare l’aspetto: nel 2026 il glow non è invertire il tempo, ma mantenerne la qualità. Dall’anti-age alla longevity intelligente la bellezza si sposta dall’idea di correzione a quella di mantenimento. 

GenZ: device di livello salon per capelli ad alta definizione

Se i più giovani privilegiano performance e precisione, soprattutto per i capelli, i Millennials più maturi si concentrano sulla qualità della pelle e la manutenzione nel tempo.
In Italia, la fascia 26-35 anni sta progressivamente superando la logica del ‘quick fix’ per scegliere device di livello salon e tecnologie di derivazione clinica.

Per questa fascia, i capelli diventano una dichiarazione di stile. Finish ultra-lisci, onde definite, volume e luminosità non sono più scelte occasionali, ma parte integrante dell’identità personale.
L’incremento di spazzole liscianti e tool per onde racconta una generazione che interpreta l’hair styling come espressione e presenza visiva, mentre la crescita degli specchi trucco illuminati riflette una cultura della precisione. Una generazione cresciuta in alta definizione, attenta a dettagli e resa dell’immagine.

I Millennials puntano a potenziare la skincare domestica

Per i Millennials più maturi (36-45 anni) l’attenzione si sposta dall’effetto estetico immediato alla qualità e la salute della pelle nel lungo periodo. 
Anche le maschere viso LED registrano quindi un aumento significativo (+138%), così come il rullo viso ghiaccio (+206%), segno di un interesse crescente verso strumenti tecnologici capaci di potenziare la skincare domestica.

Parallelamente, evolve il modo di acquistare. Per i Millennials, l’AI entra nel processo decisionale, rendendo l’esperienza d’acquisto più consapevole e strategica.
Quasi due donne italiane su tre (64,9%) considerano utile un assistente AI per ricevere suggerimenti e confrontare i prezzi in tempo reale, mentre il 53,3% è pronta a completare un acquisto con il suo supporto.

Oltre la metà delle italiane ha un problema di budget

Se la performance hair mantiene un ruolo rilevante, la skincare assume quindi un peso centrale. L’aumento significativo di ice roller e maschere LED indica un orientamento verso drenaggio, supporto al collagene e definizione dell’incarnato.

Più che trasformazioni radicali, la fascia dei Millennial più maturi investe in costanza e in strumenti pensati per offrire risultati progressivi e duraturi.
A fronte di questa evoluzione, emerge però una crescente attenzione al budget.
Oltre la metà delle donne italiane (52,4%) dichiara di rinunciare spesso ai prodotti beauty di tendenza perché troppo costosi, mentre solo il 10% afferma di non avere limiti nella spesa dedicata alla bellezza.

Errori in cucina: le nuove indicazioni dell’Iss per stare tranquilli a tavola

A volte pensiamo di conoscere la nostra cucina come le nostre tasche. Apriamo una dispensa, afferriamo una pentola, scongeliamo qualcosa “come si è sempre fatto” e via.

E invece no: basta leggere i risultati del questionario “Mangiasicuro!”, realizzato dall’Istituto Superiore di Sanità nell’ambito del progetto sulla sicurezza alimentare casalinga, per capire che molti di noi, senza volerlo, compiono errori che potrebbero compromettere la qualità dei cibi. E diciamolo: nessuno nasce imparato, soprattutto quando si tratta di frigo, padelle e temperature.

Piccoli gesti quotidiani che contano più di quanto pensiamo

Una cosa che sorprende sempre molti? Le spugnette. Quelle povere spugne che usiamo ogni giorno e che, alla fine, sono un vero rifugio per i batteri. Oppure le padelle antiaderenti: ci affezioniamo, le teniamo finché non cadono a pezzi, ma appena il rivestimento si graffia non dovremmo più usarle. E poi ci sono convinzioni dure a morire, come quella di lavare il pollo crudo sotto l’acqua corrente: sembra un gesto di pulizia, invece è il modo migliore per spargere germi ovunque.

E il pesce? Se lo conserviamo troppo a lungo rischiamo la formazione di istamina, una sostanza tossica che non se ne va nemmeno con la cottura. Quanto alla cottura “spinta”, quella divorata dalle fiamme del grill o dimenticata in forno, può portare alla formazione di acrilammide, che sarebbe meglio non avere nel piatto.

Le dieci buone regole dell’Iss

Per mettere ordine tra dubbi e false certezze, l’Istituto Superiore di Sanità ha preparato dieci semplici linee guida. Nulla di complicato, solo buone abitudini da inserire nel nostro tran tran quotidiano.

  1. Quando la padella antiaderente si rovina, meglio salutarla.
  2. La spugnetta va pulita spesso, disinfettata ogni settimana e cambiata una volta al mese.
  3. Il frigo non è un “deposito libero”: uova nella loro confezione sul ripiano centrale, cibi cotti e crudi separati, affettati e formaggi in uno spazio dedicato.
  4. Lo scongelamento va fatto in frigo, non lasciato al destino sul piano della cucina.
  5. Taglieri diversi per alimenti diversi, oppure una bella lavata tra un uso e l’altro.
  6. Il pollo crudo non va lavato, mai.
  7. Il pesce fresco va consumato rapidamente e quello in scatola, una volta aperto, non va dimenticato.
  8. Non tutti i pronti da mangiare si mangiano davvero così: leggere l’etichetta aiuta.
  9. Niente cibi bruciacchiati, soprattutto se ricchi di amido.
  10. A tavola vale la regola del “cambiare spesso”: più varietà, più verdure, più cereali integrali e legumi almeno due volte alla settimana.

Mettersi ai fornelli con più consapevolezza

Alla fine, non si tratta di complicare la vita a nessuno. Sono accorgimenti semplici, che richiedono solo un po’ di attenzione in più. Cucinare è uno dei modi più spontanei e affettuosi per prendersi cura degli altri: farlo in sicurezza rende ogni piatto una piccola coccola.

Digital detox senza rischi: come disconnettersi davvero

Le vacanze dovrebbero essere il momento per antonomasia dove dedicarsi al relax, agli affetti e a una meritata pausa. Ma siamo davvero capaci di staccare dalla nostra vita iperconnessa? Anche in spiaggia o in montagna, la tentazione di controllare notifiche e social è dietro l’angolo. Per questo, sempre più persone scelgono il “digital detox”: un periodo senza device tecnologici per riconquistare un buon livello di benessere. R, perchè no, anche per dormire un po’ di più.

Ma, anche durante la pausa da smartphone o computer, la sicurezza digitale non può andare in vacanza. A ricordarlo è Kaspersky, azienda globale di cybersecurity, che ha pubblicato la guida “Digital Detox 2025: come disconnettersi in sicurezza”. Ecco alcuni consigli pratici per proteggersi prima, durante e dopo il viaggio.

Prima della partenza

Prima di chiudere la valigia, ecco qualche consiglio utile per non avere “preoccupazioni” digitali.

Backup completo 
Conviene eseguire un backup completo di foto, file e documenti. Meglio conservarli su supporti fisici come un NAS oppure in cloud protetti da crittografia. Lo stesso vale per lo smartphone e altri dispositivi che porterai con te.

Metti in sicurezza ogni dispositivo
Aggiorna il software con le ultime patch di sicurezza e installa soluzioni affidabili per la protezione, come un antivirus avanzato. Imposta password robuste e disattiva lo sblocco biometrico in favore di metodi più sicuri, come la cancellazione automatica dei dati dopo troppi tentativi errati.

Rinforza le password
Utilizza un gestore di password sicuro e attiva l’autenticazione a due fattori. Per evitare vulnerabilità, è consigliabile usare app dedicate invece degli SMS.

Proteggi la SIM (e la eSIM)
Attiva un codice PIN per la SIM e verifica se il tuo operatore consente il blocco della duplicazione non autorizzata. Il numero di telefono è spesso la chiave per accedere a servizi bancari e account online: proteggerlo è fondamentale.

Spegni quello che si può spegnere 
Spegni i dispositivi IoT non essenziali e cambia le password di default. Lascia attive solo telecamere e allarmi, meglio se collegati a gruppi di continuità.

In viaggio: tecnologia sì, ma con prudenza

Quando ci si sposta, è consigliare evitare le reti Wi-Fi pubbliche.  Meglio usare una VPN per proteggere i dati durante la navigazione fuori casa. Le reti aperte sono spesso vulnerabili ad attacchi informatici.
Occhio a anche ai social: postare in tempo reale posizione e foto può attirare l’attenzione di malintenzionati, anche a casa. Meglio rinviare la pubblicazione.
Se viaggi in aree con copertura limitata, valuta l’uso di dispositivi satellitari per comunicazioni d’emergenza e informati prima sulla copertura disponibile.

Al ritorno: reset mentale e digitale

Una volta rientrati, è utile fare un check-up digitale. Controlla che non ci siano accessi sospetti ai tuoi account e cambia le credenziali se necessario. Pulisci i dispositivi da app inutilizzate e reti Wi-Fi temporanee, e assicurati che antivirus e sistemi siano aggiornati.

Disconnettersi sì, ma in modo intelligente

“Il digital detox è un’opportunità per rigenerarsi davvero, ma è essenziale prepararsi anche dal punto di vista digitale”, ha commentato Cesare D’Angelo, General Manager per l’area mediterranea di Kaspersky.

In conclusione, una vacanza davvero rilassante passa anche da una connessione più consapevole. Con pochi accorgimenti si può spegnere tutto – senza spegnere la sicurezza.

WhatsApp lancia le inserzioni pubblicitarie nello stato

Oggi WhatsApp viene utilizzato da 1,5 miliardi di persone al  giorno. “Negli ultimi due anni abbiamo lavorato per rendere la tab Aggiornamenti un luogo dove gli utenti possono scoprire qualcosa di nuovo su WhatsApp e o – spiega Meta in una nota-. Incoraggiati da questo entusiasmo, desideriamo aiutare amministratori, organizzazioni e aziende a crescere su WhatsApp”.

È così che il colosso guidato da Mark Zuckerberg annuncia alcune nuove funzioni per la sua app di messaggistica. Si tratta del lancio degli abbonamenti ai canali e della possibilità di inserire inserzioni pubblicitarie nello stato.
Queste ultime saranno visibili nella scheda presente in basso a sinistra nella schermata dell’app, dove si possono visualizzare appunto i canali lo stato dei propri contatti per 24 ore.

Aiutare gli amministratori a promuovere i propri canali

Il primo modo con cui Meta intende aiutare le aziende ad autopromuoversi riguarda gli abbonamenti ai canali.
“A fronte di un pagamento mensile – specifica la società – gli utenti potranno infatti sostenere il proprio canale preferito abbonandosi per ricevere aggiornamenti esclusivi “.

Il secondo modo riguarda proprio i canali promossi. “Per la prima volta gli amministratori dispongono di un modo per aumentare la visibilità del proprio canale – sottolinea Meta -. Aiuteremo a scoprire nuovi canali che potrebbero interessare gli utenti quando guardano nella directory”.
Il terzo è l’opportunità di inserire inserzioni pubblicitarie nello stato. “Grazie a questa possibilità si potranno trovare nuove aziende e avviare facilmente una conversazione su un prodotto o servizio che un’azienda sta promuovendo”.

Messaggi, chiamate e stati rimangono crittografati end-to-end

Queste nuove funzioni saranno visibili solo nella tab Aggiornamenti, e resteranno separate dalle chat personali. Ciò significa che, per chi usa WhatsApp solo per chattare con amici e persone care, l’esperienza d’uso non cambierà.

Meta precisa, tuttavia, di aver realizzato queste funzioni “in modo da proteggere la privacy il più possibile. I messaggi personali, le chiamate e gli stati rimangono crittografati end-to-end, il che significa che nessuno, nemmeno WhatsApp, può vederli o ascoltarli”.

“Non vendiamo né condividiamo il tuo numero di telefono con gli inserzionisti”

Per mostrare inserzioni che potrebbero interessare nello stato o nei canali, “useremo informazioni limitate come il Paese o la città, la lingua, i canali a cui hai effettuato l’iscrizione e come interagisci con le inserzioni che vedi. Per le persone che hanno scelto di aggiungere WhatsApp al Centro gestione account, useremo anche le loro preferenze relative alle inserzioni e le informazioni provenienti dagli account Meta”, spiega ancora Meta nella nota, come riferisce Askanews.

“Non vendiamo né condividiamo il tuo numero di telefono con gli inserzionisti. I messaggi personali, le chiamate e i gruppi di cui fai parte non saranno usati per determinare le inserzioni che potresti vedere. Da anni parliamo del nostro obiettivo di sviluppare un business che non interferisca con le chat personali e crediamo che la tab Aggiornamenti sia il posto giusto per queste nuove funzioni”.

Second Hand Economy online: con 14,4 miliardi di euro supera l’offline anche a valore

Nel 2024 la second hand si conferma sempre più come scelta di acquisto maggioritaria, consapevole e smart.
Di fatto, è il terzo comportamento sostenibile più praticato dagli italiani (27,2 milioni di persone).
L’anno passato il valore economico generato dalla Second Hand Economy ha toccato livelli record, raggiungendo 27 miliardi di euro (+1 miliardo sul 2023), pari all’1,2% del Pil italiano.

Rispetto al totale del valore generato, 14,4 miliardi o (54%, +4 %) provengono dalla dimensione online, che per la prima volta supera l’offline anche a valore.
Lo evidenzia l’Osservatorio Second Hand Economy, realizzato da BVA Doxa per Subito.it.

Nel 2024 il 63% degli italiani ha acquistato o venduto oggetti usati

Insomma, nel 2024 la second hand ha conquistato un posto sempre più rilevante nelle abitudini quotidiane. Il 63% della popolazione ha acquistato o venduto oggetti usati, il 3% in più rispetto al 2023.
Tra coloro che vendono/comprano l’usato, l’online viene utilizzato da 7 italiani su 10 (69%), soprattutto perché è più veloce e offre una scelta più ampia (49%), ma anche perché disponibile 24h/7g e gestibile ovunque (47%). 

Guardando alle categorie, la più significativa per valore resta quella dei Veicoli, con 10,8 miliardi di euro e un trend sostanzialmente stabile rispetto al 2023. 
Segue Casa&Persona, che genera 7,3 miliardi di euro, mentre gli articoli di Elettronica raggiungono 5,2 miliardi, +6%. Chiude la classifica la categoria Sport e Hobby (3,1 miliardi). 

Cosa si compra e cosa si vende online

Le categorie in cui si compra di più online sono Casa&Persona (76%, +4%), Sport&Hobby (57%, +2%), Elettronica (43%), Veicoli (23%), mentre la Top 3 dei prodotti più venduti vede al primo posto Abbigliamento&Accessori (49%), seguita da Arredamento&Casalinghi (25%) e Libri&Riviste (21%).
Le motivazioni che spingono gli italiani a scegliere la second hand rimangono stabili rispetto al 2023, ma crescono le motivazioni legate al risparmio per chi acquista (61%, +4%), e quelle legate alla riduzione degli sprechi (42%, +6%) e al guadagno (37%, +4%) per chi vende. 

Ma perché si compra usato? Per risparmiare (61%), perché è un modo intelligente di fare economia sostenibile (41%), per ‘riusare’ gli oggetti (38%). 
D’altra parte, il 72% vende usato per liberarsi del superfluo, il 42% perché crede nel riuso, e il 37% ammette che lo fa per guadagnare.

Un alleato del bilancio familiare

Quanto ai valori associati alla second hand, ‘dare valore alle cose’ e ‘non sprecare’ sono al primo posto (55%), superando ‘sostenibilità’ (54%) e ‘scelta attuale e intelligente’ (49%).
Il 58% degli italiani dichiara poi che acquistare usato ha contribuito alla salute del bilancio familiare, con un risparmio medio percepito rispetto al ‘nuovo’ del 42%.

Sul fronte dei venditori, solo il 14% ha registrato un impatto significativo sulle proprie entrate annuali, in linea con il guadagno medio, che nel 2024 si è attestato a quota a 820 euro.
Una cifra messa da parte dal 52% degli intervistati per sostenere concretamente il bilancio familiare. 

Turismo di lusso: cosa preferiscono i viaggiatori nel 2025?

Le destinazioni europee, in particolare il Mediterraneo, anche nel 2025 restano protagoniste dei viaggi di lusso, insieme a un forte desiderio di esplorare destinazioni internazionali. Il 91% dei consumatori prevede infatti di viaggiare all’estero, con una netta preferenza per soggiorni di 7-9 notti (37%).

Tra le destinazioni più ambite dai viaggiatori internazionali l’Italia continua a esercitare un’attrazione senza tempo, confermandosi una meta di grande fascino. Secondo il sondaggio annuale di Condé Nast Johansens, il nostro Paese viene scelto dal 26% degli intervistati, preceduto da Regno Unito (50%) e Spagna (30%).
Tra le mete più desiderate, anche Francia (25%) e Portogallo (16%). 

Enogastronomia e trattamenti nella spa

Tra le esperienze più ricercate si confermano city break (69%), vacanze al mare (58%) e ritiri in campagna (51%), dimostrando un equilibrio tra la voglia di esplorare città cosmopolite e il bisogno di relax immersi nella natura.

I consumatori mostrano poi un marcato interesse per il settore enogastronomico, con il 76% degli intervistati attratto da cibo e bevande. Anche la natura e le attività all’aperto suscitano grande interesse, coinvolgendo il 55% dei consumatori.
Seguono l’arte e la cultura, che affascinano il 48% del pubblico, e il benessere, con il 44% degli intervistati che apprezza esperienze legate a spa e trattamenti rilassanti.

Resort e boutique hotel le strutture più desiderate

Quando si parla di viaggi di lusso e benessere, emerge una forte preferenza per strutture indipendenti ed esclusive. Il 60% dei viaggiatori sceglie boutique hotel e resort di lusso. Gli elementi più apprezzati durante il soggiorno includono letti confortevoli (72%), colazione inclusa (69%) e opzioni di ristorazione di qualità (60%). Per chi cerca un’esperienza dedicata al benessere, le strutture più desiderate sono le piscine interne (81%), le vasche idromassaggio (73%) e le saune (68%).

Nel processo di prenotazione, i fattori più determinanti sono il clima e il costo dell’alloggio (67%). Inoltre, prima di confermare una prenotazione, l’82% dei viaggiatori consulta tra due e cinque siti web, mentre il 70% preferisce finalizzare la prenotazione direttamente sui siti ufficiali degli hotel.

La reputazione si costruisce anche attraverso il digitale

Dalla scelta della destinazione fino alla condivisione del soggiorno, i social media rappresentano uno degli strumenti più potenti di influenza, racconto e ispirazione.
Secondo i dati, Instagram si conferma la piattaforma principale per i viaggiatori di fascia alta, con un 69% che lo utilizza per ispirarsi o condividere contenuti legati ai propri viaggi. Seguono Facebook (48%) e TikTok (22%), che registra un incremento costante, in particolare tra le fasce più giovani.

La partecipazione attiva degli utenti si traduce in un elevato livello di engagement: il 36% pubblica contenuti relativi alla struttura, il 30% tagga l’hotel o resort, il 27% scrive recensioni dettagliate, il 22% condivide link, reel o stories menzionando il brand.
Il 21% degli utenti afferma poi di aver scelto una struttura su consiglio di un content creator.

Comunicazione mobile: gli strumenti più adatti per interagire col cliente

Per le interazioni tra azienda e cliente è importante adottare una strategia che includa diversi canali. Ogni canale ha infatti caratteristiche specifiche che lo rendono più adatto rispetto ad altri per comunicare, a seconda delle esigenze.
Oggi lo smartphone è il touchpoint di riferimento per garantire ai clienti una comunicazione fluida e personalizzata, che assicuri elevati livelli di soddisfazione e fidelizzazione.

Ma per la gestione del mobile messaging le aziende devono utilizzare strumenti in grado di consentire alla clientela d’interagire attraverso il canale preferito.
La conferma arriva da uno studio condotto da Esendex, combinato con i risultati di una recente indagine sui consumatori. 

SMS e WhatsApp: quando e come usarli?

Gli SMS, ad esempio, sono più efficaci per comunicazioni urgenti e di primaria importanza, mentre WhatsApp, poiché più coinvolgente, favorisce una comunicazione bidirezionale con i clienti.
L’SMS rimane il canale privilegiato per avvisi e notifiche, in particolare, nell’ambito della sicurezza, ad esempio, per la comunicazione dei codici OTP, e in settori come sanità e hospitality. Tanto che il 92% dei consumatori afferma di affidarsi, almeno in parte, se non del tutto, a promemoria automatici per le prenotazioni al ristorante o gli appuntamenti medici.

La pervasività di WhatsApp nella vita quotidiana ne fa invece un mezzo potente nel miglioramento della customer journey. Sia in ambito marketing, dove più dell’83% degli utenti reagirebbe positivamente a un messaggio WhatsApp inviato da un brand, sia per l’assistenza clienti.

Customer Engagement e strategia “multicanale”

Dallo studio emerge, quindi, come sia strategico offrire alla clientela la libertà di scegliere il canale più adatto alle diverse esigenze, facendo poi confluire tutte le conversazioni in un’unica chat multicanale.

Questo approccio consente di migliorare l’efficienza operativa dal punto di vista dell’azienda e la qualità del servizio per il cliente.
“Oggi il Customer Engagement è un elemento cruciale per il successo, e investire in una strategia di comunicazione omnicanale, che metta il cliente al centro, rappresenta la scelta vincente per rispondere alle esigenze di un pubblico sempre più connesso e interattivo”, commenta Carmine Scandale, Country Manager di Esendex.

Studio, la piattaforma che integra i canali senza interrompere la chat

“La nostra piattaforma Studio, in particolare, permette alle aziende di comunicare con i clienti attraverso una chat multicanale che integra SMS e WhatsApp Business Platform, la versione premium dell’app necessaria per sfruttare al meglio le potenzialità conversazionali del canale – aggiunge Scandale -. L’obiettivo è garantire un’esperienza personalizzata, consentendo di utilizzare strumenti di mobile messaging diversi, anche in base alla tipologia del messaggio, come, ad esempio, un SMS per la conferma di spedizione e WhatsApp per il supporto post-vendita, ma senza interruzioni nella conversazione”.

Leadership nel lavoro ibrido: quali sono le competenze richieste?

L’introduzione dello smart working ha trasformato profondamente il il mondo del lavoro, richiedendo ai leader aziendali di ripensare i propri ruoli. Secondo l’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano, l’87% dei top manager ha dovuto acquisire nuove competenze per affrontare la sfida del lavoro ibrido.

Questa evoluzione non ha solo modificato il modo di gestire i team, ma ha avuto un forte impatto sulla retention dei talenti, con un turnover inferiore del 35% nelle aziende che hanno adottato modelli di leadership moderni.

Servono capacità relazionali e motivazionali

Carola Adami, fondatrice di Adami & Associati, sottolinea come la leadership oggi non si limiti alla conoscenza degli strumenti digitali, ma si concentri su capacità relazionali e motivazionali. “I leader devono saper creare connessioni autentiche anche a distanza, promuovendo coesione e motivazione all’interno dei team,” spiega Adami.

Le ricerche di Adami & Associati confermano l’importanza di queste competenze: il 92% dei candidati a posizioni executive ritiene essenziale la capacità di gestire team ibridi, e il 78% dei team guidati da leader con queste abilità registra livelli più elevati di produttività e soddisfazione. Un elemento cruciale per i leader è la capacità di creare un ambiente inclusivo, in cui ogni membro del team si senta valorizzato, indipendentemente dalla propria posizione fisica.

La gestione dei team ibridi

La gestione di team ibridi non è priva di difficoltà. Il 45% degli executive intervistati segnala problemi nell’assicurare un elevato engagement dei collaboratori. Secondo Adami, la chiave per superare queste criticità è una comunicazione strutturata e intenzionale, che garantisca a tutti momenti di confronto e opportunità di crescita.

Un’altra sfida è rappresentata dalla valutazione delle performance. “Occorre superare la logica della presenza fisica e adottare nuovi criteri per misurare i risultati, basandosi sugli obiettivi raggiunti,” afferma Adami, evidenziando la necessità di comprendere a fondo le dinamiche del lavoro ibrido.

Inclusione e benessere, le parole d’ordine di domani

Le aziende stanno puntando su leader capaci di promuovere una cultura aziendale forte, anche attraverso modalità di lavoro a distanza. “Non si tratta solo di gestire, ma di ispirare e trasmettere valori condivisi,” osserva Adami, sottolineando come il benessere organizzativo sia ormai un pilastro del successo aziendale.

Guardando al futuro, il 67% delle aziende considera prioritario selezionare leader in grado di guidare la trasformazione digitale e culturale. “Il lavoro ibrido non è una fase temporanea, ma il nuovo paradigma del mondo del lavoro,” conclude Adami. “Solo chi saprà interpretare questo cambiamento resterà competitivo.”

Case: i prezzi continuano ad aumentare. Le previsioni Istat per il terzo Trimestre 2024

Prosegue, anche se con un ritmo un po’ più sostenuto, la fase di crescita dei prezzi delle abitazioni in Italia. Un trend iniziato nel terzo trimestre di cinque anni fa che si conferma negli ultimi tre mesi del 2024.
È quanto emerge dalle stime preliminari dell’Istat sull’indice di prezzi delle abitazioni al terzo trimestre dell’anno.

Il contributo maggiore alla dinamica tendenziale dei prezzi delle case si deve soprattutto agli edifici di nuova costruzione, mentre i prezzi delle abitazioni esistenti mostrano anch’essi una crescita, ma relativamente più contenuta.
Sempre nel terzo trimestre del 2024, poi, il numero di immobili comprati e venduti evidenzia un nuovo aumento su base tendenziale, che accentua la ripresa iniziata nel secondo trimestre dell’anno.

Indice IPAB: +0,8 rispetto al II Trimestre e + 3,9% tendenziale

Più in particolare, nel periodo considerato, l’indice dei prezzi delle abitazioni (IPAB) acquistate dalle famiglie sia per fini abitativi sia per investimento aumenta dello 0,8% rispetto al trimestre precedente, e del + 3,9% nei confronti dello stesso periodo del 2023. Nel secondo trimestre dell’anno in corso la crescita era pari al + 2,9%.

La crescita tendenziale dell’IPAB è da attribuirsi sia ai prezzi delle abitazioni nuove, che aumentano del + 8,8% (in accelerazione rispetto al + 8,1% del trimestre precedente), sia ai prezzi delle abitazioni esistenti, che salgono del + 2,8%, anch’essi in accelerazione rispetto al secondo trimestre (+ 1,8%).

Compravendita: i volumi salgono del + 2,7%

Questi andamenti si registrano in un contesto di crescita dei volumi di compravendita. La variazione tendenziale registrata nel terzo trimestre del 2024 dall’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate per il settore residenziale, passa dal + 1,2% del trimestre precedente al + 2,7% di quello attuale.

Anche su base congiunturale, l’aumento dell’IPAB del + 0,8% è imputabile sia ai prezzi delle abitazioni nuove sia a quelli delle esistenti, in crescita rispettivamente del + 2,2% e del + 0,6%.

Nuove abitazioni +6,8 %, già esistenti +2,3% in un anno

In media, nei primi tre trimestri del 2024, i prezzi delle abitazioni aumentano del + 2,8% rispetto allo stesso periodo del 2023, con quelli delle abitazioni nuove che registrano un +7,4% e quelli delle abitazioni esistenti che crescono del + 1,8%.

Il tasso di variazione acquisito dell’IPAB per il 2024 è pari a + 3,1%. In dettaglio, la crescita è del + 6,8% per le abitazioni nuove e del + 2,3% per le abitazioni esistenti.

Cosa sognano i giovani italiani? Matrimonio e figli in fondo alla lista

Il 2024 segna un miglioramento nella vita personale e professionale dei giovani italiani, accompagnato però da un aumento del distacco dalle istituzioni politiche e sociali. Lo rivela la ricerca GenerationShip 2024, condotta da Kkienn Connecting People and Companies per il Gruppo Unipol.

Mentre cresce la fiducia nel proprio futuro, l’incertezza globale e le difficoltà economiche continuano a influenzare profondamente il loro orizzonte.

Ambizioni e priorità delle nuove generazioni

Le nuove generazioni danno sempre più valore alla realizzazione professionale ed economica, mentre l’interesse per la formazione di una famiglia continua a diminuire. Secondo il report, l’84% dei giovani considera importante fare carriera e raggiungere un benessere economico, mentre oltre il 50% di Gen Z e Millennials giudica matrimonio e figli come obiettivi poco rilevanti.

Per molti, formare una famiglia resta una possibilità solo se sussistono condizioni economiche stabili, e l’idea di non avere figli è ormai socialmente accettata. Le giovani donne sono in prima linea in questo cambiamento: per loro, l’istruzione e la stabilità lavorativa sono priorità crescenti rispetto al passato.

Situazione lavorativa e desiderio di mobilità

Nel 2024, il mercato del lavoro giovanile mostra segnali di miglioramento, con un leggero aumento nella soddisfazione lavorativa rispetto al 2023 (6,71 su 10). Tuttavia, molti giovani continuano a cercare posizioni più stabili e meglio retribuite, e il fenomeno della “Great Resignation” è ancora rilevante.

Sebbene la propensione a emigrare sia in calo (dal 58% nel 2022 al 45% nel 2024), resta un’opzione per chi cerca migliori opportunità fuori dal Paese.

Sfiducia nella politica e nelle istituzioni

L’interesse dei giovani per la politica è basso: solo il 43% mostra interesse, e il 69% esprime sfiducia nella politica italiana. Anche se l’idea di un’Europa unita guadagna consensi, solo il 54% si identifica come europeo, e solo il 18% lo fa con convinzione.

Sessualità e relazioni sociali

Il 2024 è caratterizzato da una maggiore apertura verso la sessualità, con un aumento delle relazioni occasionali e un’accettazione più ampia delle diverse preferenze e modalità relazionali. Tuttavia, le app di incontri perdono popolarità tra i giovani, mentre aumentano tra gli adulti tra i 36 e i 74 anni.

Aspettative e diseguaglianze di genere

Le giovani donne oggi desiderano maggiore indipendenza e mettono in discussione i ruoli tradizionali. Nonostante condividano ideali comuni con i loro coetanei maschi, sentono un carico di responsabilità maggiore, orientandosi verso l’istruzione e il lavoro come strumenti di emancipazione in una società ancora carente in termini di pari opportunità.