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Italia campionessa di riciclo degli imballaggi

L’Italia si sta confermando una campionessa dell’economia circolare, almeno per quanto riguarda il riciclo degli imballaggi. E, anche con l’emergenza sanitaria che ha contraddistinto gli ultimi mesi, il trend non si è fermato. Nel 2020, infatti, è stato avviato a riciclo il 73% dei pack immessi sul mercato, 3,3 punti percentuali in più rispetto al 2019. E’ quanto emerge dalla relazione generale del Conai, il Consorzio Nazionale Imballaggi. 
Commenta così il presidente del Conai Luca Ruini: “E’ un record. Il tasso di riciclo più alto che il nostro Paese abbia conosciuto. Le nostre prime stime, a inizio anno, parlavano di un 71%: alcuni di noi lo vedevano come un eccesso di ottimismo per un anno difficile come il 2020. Invece, le previsioni si sono rivelate addirittura troppo prudenti”. 

Oltre 9 milioni di tonnellate riciclate

Nel corso dell’anno passato sono state riciclate più di 9 milioni e mezzo di tonnellate di imballaggi sul totale delle 13 milioni immesse al consumo. Una performance “green” resa possibile dalla crescita della raccolta differenziata urbana, che ha fatto da traino e non è stata messa in crisi dalle difficoltà seguite al lockdown e alle restrizioni, le quantità riciclate non sono diminuite. Entrando nel merito dei materiali maggiormente riciclati, hanno avuto una nuova vita 371mila tonnellate di acciaio, 47mila e 400 di alluminio, 4 milioni e 48mila di carta, un milione e 873mila di legno, un milione e 76mila di plastica, 2 milioni e 143mila di vetro. Con questi numeri, inoltre, l’Italia ha già raggiunto gli obiettivi di riciclo complessivi che l’Europa impone ai suoi Stati membri entro il 2025, ovvero il 65% degli imballaggi riciclati. E il nostro Paese ci è arrivato con cinque anni di anticipo. Resta indietro solo la plastica, ma di meno di due punti percentuali: nel 2020 in Italia ne è stata riciclata il 48,7%, ma “raggiungere il 50% richiesto dall’Unione in cinque anni non rappresenta un problema. Oggi siamo secondi solo alla Germania in termini di quantitativi di imballaggi riciclati” commenta Ruini.

Grazie a convenzioni con i comuni italiani

Nel 2020 sono stati oltre 7.400 i Comuni italiani che hanno stipulato convenzioni con il sistema consortile, affidando quindi gli imballaggi provenienti dalle loro raccolte differenziate a Conai: una copertura della popolazione italiana che raggiunge il 97%. Per coprire i maggiori costi che i Comuni sostengono nel ritirare i rifiuti in modo differenziato (affinchè smaltirli tutti in discarica), nel 2020 Conai ha riconosciuto alle amministrazioni locali italiane 654 milioni: 452 milioni, invece, sono stati destinati dal sistema al finanziamento di attività di trattamento, riciclo e recupero. 

Firmato il decreto per il Bonus rottamazione Tv

Il bonus rottamazione Tv è la misura che sostiene i cittadini nell’acquisto di televisori compatibili con i nuovi standard tecnologici di trasmissione del digitale terrestre Dvbt-2/Hevc Main 10. E il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti ha firmato il decreto attuativo che lo rende operativo.
La nuova tecnologia consentirà di migliorare la qualità del segnale e dare spazio alle trasmissioni in alta definizione. L’agevolazione consiste in uno sconto del 20% sul prezzo d’acquisto di un apparecchio televisivo, fino a un massimo di 100 euro, che si può ottenere rottamando un televisore acquistato prima del 22 dicembre 2018.

Stanziati 250 milioni di euro destinati alla misura

Il bonus rottamazione Tv ha l’obiettivo di favorire la sostituzione di apparecchi televisivi che non saranno più idonei ai nuovi standard tecnologici, al fine di garantire la tutela ambientale e la promozione dell’economia circolare attraverso un loro corretto smaltimento. A differenza del precedente incentivo, che resta comunque in vigore ed è pertanto cumulabile per coloro che sono in possesso di tutti i requisiti, il bonus rottamazione Tv si rivolge a tutti i cittadini in quanto non prevede limiti di Isee. In particolare, verrà riconosciuto un bonus per l’acquisto di un televisore per ogni nucleo familiare fino al 31 dicembre 2022. Le risorse destinate alla misura sono complessivamente 250 milioni di euro.

I tre requisiti per beneficiare dell’incentivo

Il provvedimento individua tre requisiti per beneficiare dell’incentivo: residenza in Italia, rottamazione di un televisore e il pagamento del canone di abbonamento al servizio di radiodiffusione. A tal riguardo è previsto che potranno accedere all’agevolazione anche i cittadini, di età pari o superiore a settantacinque anni, che sono esonerati dal pagamento del suddetto canone. La rottamazione potrà essere effettuata in sede di acquisto del nuovo televisore, consegnando al rivenditore quello vecchio, che si occuperà poi dello smaltimento dell’apparecchio e di ottenere un credito fiscale pari allo sconto riconosciuto al cliente al momento dell’acquisto del nuovo apparecchio. Un’altra modalità per rottamare la vecchia tv è consegnarla direttamente in una isola ecologica autorizzata. In questo caso un modulo certificherà l’avvenuta consegna dell’apparecchio, con la relativa documentazione per richiedere lo sconto sul prezzo di acquisto.

Come verificare la compatibilità dei televisori in proprio possesso?

In vista del passaggio agli standard di trasmissione del digitale terrestre di nuova generazione Dvbt-2/Hevc Main 10, riporta Askanews, i cittadini possono verificare la compatibilità dei televisori in proprio possesso e gli elenchi delle apparecchiature idonee seguendo le informazioni e le procedure indicate sul sito nuovatvdigitale.mise.gov.it. Il decreto, controfirmato dal ministro dell’economia e delle finanze, è stato inviato alla Corte dei Conti per la registrazione.

Estate 2021, i consigli per un benessere a 360 gradi

Secondo la ricerca paneuropea promossa da ISIC1 (Institute for Scientific Information on Coffee), condotta su oltre 5 mila partecipanti dai 18 anni in su lockdown e restrizioni hanno avuto un impatto negativo sull’umore, aumentando il senso di depressione e ansia. Quasi due terzi dei partecipanti (61%) si sono dichiarati preoccupati per il peggioramento dell’umore durante il lockdown e le relative restrizioni. Ma come combattere il calo dell’umore? Una pausa davanti a una tazzina di caffè può aiutare, tanto che se il 43% degli intervistati ha dichiarato di iniziare la giornata col caffè il 35% ha apprezzato di più le pause caffè durante il periodo di restrizioni. Il Professor Giuseppe Grosso, ricercatore presso il Dipartimento di Scienze Biomediche e Biotecnologiche della Scuola di Medicina dell’Università di Catania, ha stilato otto consigli per migliorare l’umore durante la stagione estiva, e conquistare un benessere a 360 gradi.

Avere una routine, mangiare sano e mantenere la socialità

Uno stile di vita equilibrato e sano anche in vacanza, in compagnia di amici e familiari, finalmente con la amata tazzina e godendo della ritrovata libertà sono gli ingredienti per vivere in benessere e ripartire con energia. Ma secondo il professor Grosso è importante soprattutto avere una routine: mantenere un ritmo regolare sonno/veglia, passeggiare o fare una pausa caffè può aiutare a mantenere ottimale l’equilibrio di corpo e mente. Quasi un terzo degli intervistati dalla ricerca inoltre ha evidenziato che mangiare e bere in maniera sana, inserendo più frutta e verdura, e a orari regolari, ha aiutato a migliorare l’umore. È importante però anche restare in contatto con amici e parenti. Dedicare momenti nella giornata alle telefonate o incontrarsi per una passeggiata, nel rispetto delle misure di sicurezza, può aiutare a ritrovare il buon umore.

Mantenersi attivi e trascorrere del tempo nella natura

Oltre un quarto dei partecipanti alla ricerca poi ha trovato benefico per l’umore praticare regolarmente attività fisica, come passeggiare, correre o fare esercizi seguendo un video. La ricerca però ha dimostrato che chi trascorre almeno 120 minuti a settimana nella natura dichiara di stare meglio e di sentirsi più in forma rispetto a chi non lo fa. Fare sport all’aria aperta consente quindi di massimizzare gli effetti benefici della natura.

Una pausa caffè lontano dai social, ed evitare l’eccesso di controllo

Ma ricordarsi di fare delle pause nel corso della giornata può essere particolarmente utile nelle giornate piene per evitare di sentirsi stressati. Fare una pausa caffè, soffermandosi ad assaporarne l’aroma e il gusto, può essere un buon modo di praticare la “mindfulness”. Inoltre, il professor Grosso consiglia di imparare a riconoscere cosa può essere tenuto sotto controllo e cosa no. Focalizzarsi solo sugli elementi che è possibile controllare può aiutare ad aumentare il proprio benessere mentale. Non dimenticare poi di mantenere un rapporto sano con i social. Ridurre il tempo trascorso sui social network e “silenziare” le notifiche può aiutare a ridurre l’esposizione a contenuti poco positivi, e a mantenere alto l’umore.

Gli immobili di lusso in affitto in Italia fanno gola agli stranieri

L’Italia fa gola agli stranieri, soprattutto come meta per le vacanze estive. Non ferie qualsiasi, però, ma soggiorno extralusso in case da sogno. Giusto per dare un’idea del fenomeno, basti considerare che ci sono turisti disposti a spendere anche 400.000 euro al mese pur di accaparrarsi le migliori location nel nostro Paese. A fare un identikit dell’Italia più esclusiva è Luxforsale, portale specializzato nella promozione di immobili di lusso, che come ogni anno pubblica l’Osservatorio immobiliare dedicato al settore. I dati che ne emergono sono davvero molto interessanti. Le statistiche riferite all’ultimo semestre evidenziano la straordinaria attrazione che ha il nostro paese nei confronti di clienti alto spendenti interessati ad affittare immobili di lusso per le vacanze estive. I budget sono davvero giganteschi, se si considera che ci sono potenziali locatori pronti a spendere oltre 100 mila mese, fino ad arrivare addirittura a 400 mila, pur di poter soggiornare in una location di assoluto prestigio.  

Castelli e ville con panorama mozzafiato

Ma cosa cercano questi viaggiatori altospendenti e disposti a firmare assegni a molti zero pur di passare del tempo in una dimora da sogno? La ricerca è variegata, ma principalmente si concentra su location particolari come ad esempio i castelli, tipologia di immobile difficile da trovare nel resto del mondo, oppure le più “semplici” ville. Chi cerca questo tipo di prodotto ha però richieste particolari, che vanno dalle grandi metrature, un numero elevato di camere da letto e di bagni (per poter accontentare anche i collaboratori) fino alle location prestigiose o con affacci spettacolari su lago e mare. Ma non mancano naturalmente richieste più particolari e “strane”, come ad esempio campi da tennis o addirittura eliporti all’interno della proprietà.
“Le richieste si concentrano principalmente in città d’arte o in prossimità del mare o dei laghi” dichiara Claudio Citzia Ceo di Luxfrosale, che continua “è la prima volta che registriamo un impennata così radicale di immobili di lusso in affitto, considerando che rispetto allo scorso anno il nostro portale rileva un incremento del 79%”.

Sardegna, Liguria, Lombardia tra le Regioni più ricercate

E per quanto riguarda la destinazione? La ricerca mette in luce che le Regioni predilette sono Sardegna, Liguria, Lombardia, Toscana, Puglia e Sicilia. Per quanto riguarda i locatari, si tratta di Paperoni provenienti da ogni parte del mondo: oltre che dall’Italia, questi fortunati vacanzieri arrivano da Stati Uniti, Svizzera, Russia e Germania. Insomma, un business – non per tutti, evidentemente – ma che si rivela in fortissima crescita. 

Facebook e Instagram contro la disinformazione sul Covid-19

Facebook e Instagram, i due social di Mark Zuckerberg, sono in prima linea contro la disinformazione legata al Covid-19, e rimuovono i contenuti che possono nuocere all’informazione corretta. “Il Covid-19 continua a essere un importante problema di salute pubblica, per questo ci impegniamo a dare accesso alle persone a informazioni autorevoli, comprese quelle sui vaccini”, afferma Guy Rosen, vicepresidente Integrity di Facebook. Dall’inizio della pandemia fino al mese di aprile 2021 Facebook e Instagram si sono dati da fare, e hanno rimosso a livello globale più di 18 milioni di contenuti in violazione delle policy sulla disinformazione e sui danni legati al Covid-19.

L’Intelligenza Artificiale aiuta a scovare anche i contenuti che incitano all’odio

Oltre ai contenuti dannosi sul Covid-19, riguardo più in generale all’applicazione degli standard della comunità, nel suo report trimestrale Facebook spiega come sulla piattaforma siano diminuiti i contenuti che incitano all’odio. Questo, grazie anche all’uso dell’Intelligenza Artificiale, che aiuta a trovare questi contenuti prima ancora che vengano segnalati dagli utenti. Nel primo trimestre 2021 il dato era pari dello 0,05-0,06%, in pratica 5-6 visualizzazioni ogni 10.000 contenuti. La diffusione di contenuti di immagini violente è stata invece dello 0,01-0,02% su Instagram e dello 0,03-0,04% su Facebook, in calo rispetto allo 0,05% dello scorso trimestre.

Eliminati 8,8 milioni di post con bullismo e molestie

Secondo il rapporto, poi, nel primo trimestre 2021 Facebook è intervenuta su 8,8 milioni di contenuti di bullismo e molestie, in aumento rispetto ai 6,3 milioni del quarto trimestre 2020. Instagram è invece intervenuta su un numero pari a 5,5 milioni di contenuti di bullismo e molestie, che nel quarto trimestre 2020 erano 5 milioni.
Facebook ha anche agito su 9,8 milioni di contenuti di odio organizzato, in aumento rispetto ai 6,4 milioni nel trimestre precedente, e su 25,2 milioni di contenuti di incitamento all’odio, 26,9 milioni nel trimestre precedente. Instagram invece è intervenuta su 324.500 contenuti di odio organizzato (308.000 nel quarto trimestre 2020) e su 6,3 milioni di contenuti di incitamento all’odio, un po’ meno rispetto ai 6,6 milioni del trimestre precedente. Anche in questi casi, ciò è stato possibile grazie ai miglioramenti della tecnologia di rilevamento proattivo.

Più di 5 milioni di utenti usano cornici e adesivi per indicare chi si è vaccinato

Secondo Facebook, inoltre, più di 5 milioni di persone in tutto il mondo hanno usato cornici e adesivi del profilo che caratterizzano chi si è vaccinato. Si tratta di stikers sviluppati in Usa in collaborazione con il Department of Health and Human Services and the Centers for Disease Control and Prevention. Su Instagram questi adesivi sono stati utilizzati più di 7 milioni di volte.

Le imprese alimentari non risentono della crisi da Covid. Ed è boom dell’online

Se prima della crisi sanitaria il 13% delle imprese alimentari accettava prenotazioni della spesa tramite social network o Whatsapp oggi sono il 31%. Inoltre, se prima della crisi l’11% delle imprese offriva ai consumatori la possibilità di effettuare la spesa online sul proprio sito o tramite posta elettronica, oggi lo fa il 27%. Le imprese alimentari della distribuzione organizzata e della distribuzione al dettaglio sembrano non avere risentito per la crisi Covid, anzi, la metà di queste nel 2020 ha addirittura migliorato il proprio andamento economico. È quanto evidenzia l’indagine dell’Osservatorio 2021 FIDA Confcommercio, da cui emerge anche un vero boom sul lato digitalizzazione, fortemente accelerata dalla pandemia.

Si afferma la vendita digitale e cambiano i comportamenti di acquisto

Sul fronte dei consumatori, poi, la pandemia ha profondamente modificato i comportamenti di acquisto, e in questi mesi si è assistito a un vero e proprio boom sul lato della digitalizzazione. Oggi quasi il 20% acquista prodotti alimentari online almeno una volta al mese, e lo fa principalmente perché in questo modo può fare la spesa a qualsiasi orario, e nel 50% dei casi presso un negozio dove precedentemente non acquistava di persona.  E il progressivo affermarsi della vendita online è stato direttamente proporzionale al cambiamento di comportamento di acquisto da parte dei consumatori, riporta Ansa.

Durante il lockdown solo l’alimentare ha continuato a “funzionare”

“Il dettaglio alimentare ha dimostrato una capacità di adattamento alla pandemia e alle conseguenti nuove richieste dei consumatori, encomiabile”, afferma Donatella Prampolini, presidente Fida e vice presidente di Confcommercio. Se da un lato questo andamento così positivo si può spiegare con il fatto che durante il lockdown praticamente solo il settore alimentare ha continuato a funzionare e a garantire un servizio essenziale, è importante sottolineare che il mondo del dettaglio alimentare ha saputo cogliere le opportunità di sviluppo anche in questo terribile periodo.

Cashback non piace alle imprese: commissioni troppo alte

“Gli imprenditori hanno colto la necessità di nuovi servizi da parte dei clienti e sono stati capaci di colmare in poche settimane in gap infrastrutturale – sottolinea la presidente Fida -. Ma per far crescere il sistema imprenditoriale non servono le lotterie degli scontrini, ma semplificazioni nei processi di cambiamento”. Infatti, per quanto riguarda iniziative come cashback e lotteria degli scontrini, il primo è bocciato senza appello dall’82,1% delle imprese del settore, principalmente a causa delle commissioni per le transazioni troppo elevate. Quanto alla lotteria degli scontrini, solo il 3,2% delle imprese ha visto aumentare le visite da parte dei propri clienti abituali. E solo l’1,2% delle imprese afferma di avere aumentato i propri ricavi grazie a questa iniziativa.

Confcommercio e CDP, un protocollo d’intesa a sostegno delle Pmi

Confcommercio ha avviato una collaborazione con Cassa Depositi e Prestiti (CDP) per attuare una serie di iniziative a supporto dell’attività delle Piccole e medie imprese associate, dal sostegno al credito alla promozione delle attività commerciali negli interventi di edilizia sociale e rigenerazione urbana. Tra gli ambiti di approfondimento e valutazione individuati nel protocollo d’intesa siglato tra le parti ce ne sono sei di particolare interesse: Fund raising, Basket Bond, Corporate lending, strumenti di credito agevolato e, appunto, di edilizia sociale e rigenerazione urbana. Il protocollo, si legge in una nota di Confcommercio, ha natura non vincolante, e la concreta attuazione di ogni singola iniziativa sarà regolata da appositi accordi vincolanti tra le relative parti.

Fund raising e Basket Bond su operatività del Fondo di garanzia per le Pmi

Nell’ambito del protocollo, Cassa Depositi e Prestiti potrebbe costituire una sottosezione del Fondo Pmi in modo da permettere la concessione di nuove e maggiori garanzie a favore delle imprese associate a Confcommercio che rispettano i parametri di accesso al FondoI.

Inoltre, CDP potrebbe intervenire come investitore di riferimento per la costituzione di una protezione a copertura delle prime perdite (Basket Bond), in caso di eventuali inadempimenti dei prenditori finali, nel contesto di operazioni per favorire le emissioni di mini bond da parte delle imprese.

Corporate lending e linee di garanzia fino all’80%

A supporto degli investimenti e dei processi di crescita, anche internazionale, delle imprese, CDP potrebbe intervenire con iniziative di corporate lending per finanziare in via diretta imprese associate con fatturati elevati per investimenti finalizzati, tra l’altro, a ricerca, innovazione, valorizzazione del patrimonio culturale, ambiente ed energia. Cassa Depositi e Prestiti potrebbe anche intervenire con iniziative di garanzia di su portafogli di nuove esposizioni originate da banche e/o confidi. CDP potrebbe concedere linee di garanzia fino all’80% su portafogli di nuovi finanziamenti o garanzie originati da banche o confidi del sistema per favorire l’accesso al credito delle imprese.

Strumenti di credito agevolato

Sarebbero poi possibili finanziamenti a tassi agevolati a medio-lungo termine da parte di CDP, in sinergia con il sistema bancario, mediante il Fondo rotativo per il sostegno alle imprese e agli investimenti in ricerca (FRI). Quanto al supporto per l’edilizia sociale e la rigenerazione urbana, CDP potrà valutare con Confcommercio la fattibilità di iniziative per promuovere l’insediamento di attività commerciali negli interventi di edilizia sociale e di rigenerazione urbana promossi dal Gruppo CDP.

Le 5 parole nuove per sognare di viaggiare al tempo della pandemia

Se la lingua è in costante evoluzione la situazione pandemica ha creato neologismi e nuovi trend linguistici legati al tema del viaggio. Dall’adattogeno Workation a Fernweh, il termine tedesco per la ‘nostalgia di paesi lontani’, Babbel, insieme alla piattaforma PiratinViaggio, ha stilato un glossario di termini e hashtag relativi ai viaggi. Primo fra tutti l’inglese #staycation, uno degli hashtag più usati per descrivere le vacanze nel 2020 sui social. Dall’unione di stay (rimanere a casa) e vacation (vacanza), staycation significa infatti trascorrere le vacanze facendo i turisti nella propria città e dintorni, riscoprendone la bellezza.

Urlaub auf Balkonien, Travel shaming, Workation

L’espressione tedesca Urlaub (vacanza) auf Balkonien (in balcone) è l’equivalente tedesco di staycation. Viene utilizzata per indicare in senso ironico il balcone di casa come meta di vacanza immaginaria. L’inglese Travel shaming fa invece riferimento a quando chi pubblica foto e video delle vacanze sui social riceve commenti negativi. Se poi lo smart working rende possibile unire vacanza e lavoro, workation (abbreviazione di work on vacation) significa lavorare da remoto in luoghi di villeggiatura, e aspettare fino a dopo l’orario di lavoro o il fine settimana per le attività turistiche. E se quasi la metà degli intervistati vuole in futuro abbinare vacanza e lavoro, a questo è contrario il 55%: tenere lavoro e vacanze separate aiuterebbe a godersi di più quest’ ultime.

South working e sea working

Nel 2020 molti meridionali che per lavoro vivono nel Nord Italia sono tornati temporaneamente al Sud, un fenomeno ben descritto dalla nuova espressione anglosassone, ma in realtà tutta italiana, South working. Sea working, invece, si riferisce a un concorso grazie al quale i vincitori hanno avuto la possibilità di lavorare 10 giorni su una barca nel mare della Puglia. Se il lavoro da remoto diventasse la norma, molti italiani, ma non solo, potrebbero considerare l’idea di vivere con un clima più mite e vicino al mare, magari per poter fare un bagno in mare in pausa pranzo.

Fernweh, o il desiderio di viaggiare

Dopo un anno segnato dalle tante limitazioni che hanno reso difficile viaggiare, la voglia di vedere il mondo e di conoscere nuove culture è ancora più forte. Questo sentimento è ben descritto da un termine di origine tedesca, Fernweh, reso in lingua italiana come “nostalgia di paesi lontani”, una nostalgia di fondo per il viaggio o l’altrove. Fernweh è l’esatto opposto di Heimweh, che significa “nostalgia di casa”. Infatti mentre Heim significa “casa” (nel senso di luogo degli affetti), Fern significa “lontano”. Weh invece si traduce in italiano con “dolore” o “sofferenza”. Fernweh quindi, come wanderlust, è il desiderio di viaggiare, di lasciare la vita di tutti i giorni e di vedere il mondo.

Come gestire il condizionatore d’aria in ogni occasione

Con l’arrivo dell’estate e dunque delle temperature più alte, il condizionatore d’aria rappresenta una delle alternative che ci consente di trovare sollievo. Uno dei consigli che va sempre bene è quello di non dirigere il getto d’aria fredda direttamente addosso alle persone a prescindere da quale sia la temperatura impostata o la velocità della ventola. Per quel che riguarda l’impostazione della temperatura, può variare in base ai diversi momenti della giornata virgola, come segue.

  • Quando torniamo in casa: quando rincasiamo e siamo accaldati è bene evitare di impostare la temperatura del condizionatore a meno di 3 gradi rispetto quella esterna. È bene procedere in questa maniera e diminuire progressivamente la temperatura nel corso delle ore così da fare in modo che il corpo abbia tutto il tempo di potersi abituare. Se invece L’aria è particolarmente umida, meglio sfruttare la funzione deumidificatore per togliere umidità all’aria.
  • Se siamo già in casa: se invece ci troviamo già in casa e desideriamo stare al fresco, va bene avviare il condizionatore e impostare una temperatura che non sia più bassa di 6°/7° rispetto quella esterna. Ciò consente di ottenere il massimo anche per quel che riguarda la resa energetica e mantenere una piacevole temperatura dentro casa. Bisogna anche regolare la velocità della ventola in base alle dimensioni dell’ambiente e al numero di persone presenti nella stanza.
  • Se in casa si suda: nel caso in cui ci troviamo già in casa e nonostante il condizionatore acceso continuiamo a sudare, ciò avviene probabilmente perché l’aria è particolarmente umida. Per questo motivo facciamo bene a sfruttare la funzione deumidificatore e togliere umidità all’aria per avvertire da subito una migliore sensazione di freschezza.
  • Se accendiamo il condizionatore la notte: se avvertiamo invece il caldo la notte quando siamo a letto facciamo bene a non impostare una temperatura che sia inferiore più di 2° nei confronti di quella esterna e impostando la velocità della ventola al minimo, considerando che di notte il corpo ha bisogno di una temperatura più alta rispetto il giorno quando siamo in attività.  I condizionatori Mitsubishi hanno anche una interessante funzione che consente loro di regolare automaticamente la temperatura e il livello di umidità mentre dormi.

Seguendo questi semplici consigli ti sarà possibile gestire al meglio il tuo condizionatore in ogni occasione e avere sempre il massimo del comfort in casa riducendo al minimo anche i consumi.

Smart home, le case italiane sono sempre più “intelligenti”

Le case stanno diventando sempre più smart. Il mercato dei dispositivi intelligenti per le abitazioni ha infatti raggiunto il valore di  68 miliardi di euro. I principali fan di questi sistemi sono gli statunitensi, seguiti dai cinesi, mentre l’Italia – al momento – è indietro nella classifica. Attuamente il mercato italiano della smart home vale “solo” 566 milioni di euro, ma le stime parlano di un miliardo di euro già nel 2023. Sono alcuni dei risultati del primo rapporto sulla Smart Home elaborato dal Centro Studi TIM. In Europa, guida la lista dei principali Paesi per diffusione degli oggetti smart nelle case il Regno Unito, dove per ogni 10 case ci sono 18 oggetti smart. Seguono la Germania (16 oggetti) e la Francia (12). Con 6 oggetti smart ogni 10 case, inoltre, l’Italia precede la Spagna che ne registra solo 4.

Gli smart speaker fanno la parte del leone

Tra i dispositivi più venduti, e non è una sorpresa,  ci sono saldamente in testa gli smart speaker, altoparlanti dotati di assistenti vocali che hanno registrato una vertiginosa crescita negli ultimi due anni. Ma anche gli altri elettrodomestici collegati alla rete stanno popolando le nostre abitazioni: quelli per l’automazione e il controllo dei consumi energetici della casa, i gateway, gli hub, le lampadine e prese smart. Senza dimenticare le telecamere, i sensori e gli altri sistemi di sicurezza e protezione, e naturalmente i sistemi per l’intrattenimento. Una casa intelligente è poi una casa che acquista valore sul mercato immobiliare, come mostrano le esperienze di paesi precursori in questo campo, come USA e Regno Unito. Nonostante il boom dei sistemi smart, non mancano anche alcune preoccupazioni legate alla privacy: più di un italiano su due è restio a condividere i propri dati personali, anche quando si tratta di rendere più smart la propria casa. La risposta, ovviamente, risiede in soluzioni di sicurezza informatica più performanti ma anche in campagne di informazione per sviluppare un uso più consapevole di questi strumenti.

Smart è anche ecologico

Gli esperti sottolineano infine che adottare sistemi per rendere intelligente la propria casa è utile non solo a  un miglioramento della nostra esperienza tra le mura domestiche. Puntare sull’utilizzo di oggetti smart aiuta a ridurre in maniera significativa il consumo energetico, e quindi le emissioni di CO2. Contribuisce quindi a prenderci cura dell’ambiente e del mondo in cui viviamo. L’utilizzo di sistemi di energy management può portare a una riduzione dei consumi energetici del 10-15% annuo a livello nazionale, con un risparmio di 3-3,5 miliardi di euro. E, al tempo stesso, ridurre le emissioni CO2 di circa 1,7- 2,5 milioni di tonnellate l’anno.